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mercoledì 15 luglio 2015

Rifiuti ed Ato, proroga fino a fine anno.

Ma le Srr inadempienti saranno commissariate fra 15 giorni
Nuova proroga per chiudere il contenzioso Non sembrava possibile, ma pare che tutto sia pronto perché il presidente della regione siciliana Rosario Crocetta firmi una proroga per la risoluzione del problema Ato e dei rifiuti per sei mesi. Ieri il contenuto dell’ordinanza è stato condiviso ed approvato nella Conferenza di servizi svoltasi ieri a Palazzo d’Orleans tra la Regione, l’Arpa, i liberi consorzi di Palermo, Catania, Trapani e le Asp. Basteranno però 180 giorni per uscire da questo disastro? La Regione non è riuscita ancora a chiudere la sciagurata esperienza degli Ato rifiuti, costata, finora, 1 miliardo e 800 milioni di euro di risorse pubbliche. Ma la vera notizia la da l’assessore Vania Contrafatto al quotidiano La Sicilia puntando il dito sugli ex Ato: “Intanto ci sarà una proroga di 15 giorni che consentirà il commissariamento delle Srr inadempienti, per fare poi partire il sistema previsto dalla legge che sostituirà i vecchi Ato in liquidazione. Nelle Società per la regolamentazione dei rifiuti i commissari straordinari procederanno alla redazione dei piani d’ambito ove mancanti, nonché a favorire tutte le iniziative mirate all’aumento ed all’ottimizzazione della raccolta differenziata. Si occuperanno anche della dotazione organica e porteranno a soluzione i problemi rimasti in campo”. La conferenza di servizi alla quale ha partecipato Crocetta è stata finalizzata a definire ed aggiornare la situazione degli impianti di trattamento dei rifiuti in Sicilia e prevede il ricorso temporaneo a una speciale forma di gestione dei rifiuti nel territorio della Regione Siciliana nelle more dell’attuazione del Piano stralcio attuativo per il rientro nel modello di gestione ordinario del ciclo integrato dei rifiuti, per un periodo di sei mesi a partire da domani, 15 luglio. Tra gli obiettivi la riduzione dei volumi indifferenziati prodotti fino a 3.400 tonnellate al giorno partendo dagli attuali 6.150 tonnellate circa, il che corrisponde al raggiungimento della media del 35% di raccolta differenziata alla quale si coniuga un programma di riduzione dei Rub (Rifiuti urbani biodegradabili) pari al 10%. Conclude l’assessore Contrafatto: “Riproporremo nello Sblocca Sicilia, la cosiddetta eco-tassa che penalizza i comuni con un basso livello di differenziata. L’Ars in passato ha bocciato questo provvedimento, adesso confidiamo in una soluzione parlamentare diversa”.

domenica 17 maggio 2015

“Il piano rifiuti c’è, attende ok di Roma” La lettera dell’assessore Contrafatto

“Gentile Direttore, ho letto con interesse il Suo editoriale dal titolo “Affaire rifiuti, dieci anni nel porto delle nebbie”, pubblicato su Siciliainformazioni sabato 16 maggio. Un articolo che pone una seria riflessione e che, in un settore così confuso e contraddittorio come quello dei rifiuti, mi dà l’opportunità di esporre, spero in modo sintetico e chiaro, quanto questo governo sta facendo. Sin dal mio insediamento, datato dicembre 2014, ho avuto conferma di quanto già sospettavo anche prima di accettare il mio attuale incarico: quello dei rifiuti è un settore delicato, anzi delicatissimo, non solo per le conseguenze che ha nella vita di tutti i giorni dei siciliani, ma anche per gli interessi, legittimi e non, che inevitabilmente interessa. Un settore che, inutile negarlo, si trova in emergenza da troppo tempo e in cui bisogna rimettere ordine anzitutto per garantire ai siciliani, e quindi anche ai nostri figli, un sistema capace di tutelare l’interesse collettivo, difendere l’ambiente e trasformare i rifiuti da un annoso problema a una risorsa, capace di acquisire un potenziale valore. Mi rendo conto che queste parole potrebbero essere intese come una semplice dichiarazione di intenti, ma ci sono anche dei fatti che conferiscono loro concreta sostanza. Il mio ragionamento, però, si basa su tre semplici principi che tutti dovrebbero condividere, se hanno a cuore la Sicilia. Primo principio: l’emergenza non conviene e nessuno la dovrebbe inseguire. O, per meglio dire, non la voglio io e non la vuole il governo, consapevole che portare i rifiuti all’estero sarebbe, oltre che una mossa estremamente costosa (e di questi tempi sappiamo bene come la Regione non abbia risorse da sprecare), anche una sconfitta della politica e della capacità delle istituzioni di risolvere i problemi. Secondo principio: bisogna incrementare la raccolta differenziata. Non solo perché fa bene all’ambiente e perché non possiamo immaginare di sotterrare rifiuti in eterno, ma soprattutto perché è economicamente conveniente: riciclare significa intasare meno le discariche, avere meno costi e più ricavi, consentire ai cittadini di pagare meno tasse, creare posti di lavoro. Terzo principio: per uscire da questa situazione, serve la collaborazione di tutti. Delle forze politiche, chiamate ora come non mai a scelte responsabili senza inseguire interessi particolari; degli enti locali, che hanno la grave responsabilità di non incrementare la differenziata nella convinzione che alla fine ci penserà “mamma Regione”; dei sindacati e dei lavoratori del comparto, a cui bisogna far presente che il sistema, non sempre limpido, che ci ritroviamo ha bisogno di cambiare, altrimenti non regge. Se siamo d’accordo su questi tre punti di partenza, possiamo allora confrontarci sugli strumenti per uscire dall’emergenza. Anzitutto chiariamo una cosa: il piano rifiuti c’è, non è contrario ad alcuna normativa comunitaria o nazionale e attende solo il via libera del governo centrale per essere operativo. Nostro compito, e ci stiamo lavorando, sarà aggiornarlo nel più breve tempo possibile: impresa ardua, specie se l’elefantiaca macchina regionale crea mille problemi e impedimenti, tra cui anche la difficoltà di reperire i più semplici dati per poter effettuare una programmazione. La Sicilia potrà uscire dall’emergenza solo ad alcune condizioni: completare in tempo utile gli impianti, aumentare sensibilmente la differenziata, ottenere dal governo nazionale più tempo. E’ chiaro che, per farlo, Roma non si accontenterà, e aggiungo giustamente, di pie intenzioni: servono prove del nostro senso di responsabilità. Per questo è necessario far entrare finalmente in funzione il sistema delle Srr in luogo dei vecchi e falliti Ato, accelerare il completamento delle procedure relative all’impiantistica, chiedendo alla burocrazia regionale più efficienza, ma soprattutto punire severamente gli enti locali che non incentivano la differenziata. In Finanziaria avevamo chiesto una tassa ad hoc, che però l’Ars ha preferito bocciare quando ho deciso di non piegarmi a indecenti baratti, come se invece che nel Parlamento più antico d’Europa ci trovassimo in uno squallido mercato. Questo è il piano del governo regionale, che si muove unito e compatto su questo come su tutti i temi. I tecnici del mio assessorato lo stanno definendo nei dettagli e la mia scrivania non sarà un porto tra le nebbie, né un semplice punto di passaggio, ma una severa dogana: non proporrò niente ai siciliani e al governo che non faccia l’interesse di questa nostra martoriata terra, nel dovuto rispetto delle regole. La prego, se vorrà, di volere pubblicare questo mio intervento intendendolo come un contributo all’interessante dibattito che il Suo editoriale ha aperto, come è doveroso che sia su un settore così cruciale per la vita di tutti noi”. Cordiali saluti. L’assessore Vania Contrafatto.


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