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domenica 15 marzo 2015

Rifiuti: la Sicilia come la ‘terra dei fuochi’ tra discariche e speculatori

I parlamentari nazionali e regionali del Movimento 5 Stelle accendono i riflettori su uno dei settori nevralgici dell’Isola. L’inquinamento e i pericoli per la salute dei cittadini. Le dichiarazioni dell’ex assessore regionale, Nicolò Marino, al Parlamento nazionale.

Un comunicato stampa diramato dai parlamentari nazionali e regionali del Movimento 5 Stelle riaccende i riflettori sulla gestione dei rifiuti in Sicilia. I grillini parlano, senza mezzi termini, di un sistema al collasso, messo su a uso e consumo di “chi deve lucrarci”, per “costruirci un consenso elettorale e clientelare”. Si parla dei debiti accumulati dagli Ato rifiuti, sigla che sta per Ambiti territoriali ottimali, società tra Comuni oggi tutte commissariate e in buona parte con debiti a sei zeri. Nel comunicato si fa riferimento, anche, dell’audizione dell’ex assessore regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità della Regione siciliana, Nicolò Marino, davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.
“Il ciclo dei rifiuti in Sicilia - si legge nel comunicato dei grillini siciliani - non deve funzionare perché c'è chi deve lucrarci e chi deve costruirci consenso elettorale clientelare, come dimostra la bomba a orologeria degli Ato con almeno 800 milioni di euro di debiti insoluti. Il tutto, ovviamente, a spese della salute della cittadini e delle loro tasche”. In realtà, al 31 dicembre 2012, i debiti degli Ato siciliani superavano il miliardo di euro. E’ probabile - stando a quello che leggiamo nel comunicato - che la situazione sia leggermente migliorata negli ultimi tre anni.
“Le relazioni delle commissioni ispettive predisposte dall'allora assessore Niccolò Marino sugli iter autorizzativi e le tariffe delle cinque discariche private in Sicilia - dice Claudia Mannino, parlamentare nazionale del Movimento 5 Selle eletta in Sicilia, componente della commissione Ambiente della Camera dei deputati -certificano la completa illegittimità amministrativa e il mancato rispetto di fondamentali normative ambientali. Dalla combine smascherata dalla Giustizia amministrativa per la costruzione dei quattro inceneritori, ad oggi nulla sembra cambiato”.
Il riferimento della parlamentare Mannino è ai quattro inceneritori che erano stati programmati nei primi anni del 2000 dal governo regionale retto in quegli anni da Totò Cuffaro. Quattro impianti - che venivano definiti termovalorizzatori perché, bruciando i rifiuti, avrebbero prodotto energia - che, lo ricordiamo, non sono stati bloccati dalla politica, ma dalla magistratura europea. Su questi impianti le polemiche erano state roventi. Il governo Cuffaro e i suoi tecnici sostenevano che, a monte di questi quattro termovalorizzatori, sarebbe partita la raccolta differenziata dei rifiuti per evitare di mandare negli impianti immondizia che, bruciando, avrebbe liberato nell’aria sostanze dannose per la salute umana e, in generale, per l’ambiente (il riferimento è alla diossina e, in generale, ai metalli pesanti).
Le promesse di far decollare la raccolta differenziata dei rifiuti non sembravano realistiche. E, in effetti, a distanza di un decennio, la raccolta differenziata dei rifiuti, in Sicilia, si attesta su percentuali minime (i dati disponibili sulla situazione siciliana sono frammentari: c’è chi dice che la raccolta differenziata dei rifiuti, nell’Isola, sia un po’ sotto il 10 per cento e chi sostiene che è ferma al 3-4 per cento). Un dato indiscutibile, ad esempio, è che tra il 2001 e il 2008 la raccolta differenziata, in provincia di Agrigento, era cresciuta in modo sensibile, raggiungendo e forse superando il 10 per cento sul totale dei rifiuti trattati. Dal 2008 in poi, però, è scesa di nuovo al 2-3 per cento.
La verità è che in Sicilia, come giustamente fanno notare i grillini, sulla gestione dei rifiuti pesa la presenza di speculazioni e speculatori. Il risultato è che, ancora oggi, il sistema dei rifiuti nell’Isola è imperniato sulle discariche, in buona parte private (e in alcuni casi sequestrate dalla magistratura). Così, mentre in altre parti del mondo civilizzato i rifiuti sono una risorsa, perché vengono in buona parte riciclati (in alcune realtà totalmente riciclati), in Sicilia costituiscono un serio problema, perché vengono seppelliti nelle discariche inquinando l’ambiente.
Tra l’altro - problema nel problema - molte discariche siciliane non sono “a norma”, per utilizzare il freddo linguaggio dei burocrati di Bruxelles (in pratica, sono fuori legge!). In tutte le discariche non dovrebbero mai essere sotterrate le sostanze umide, perché aumentano la produzione del cosiddetto percolato.
A questo punto è necessaria una breve digressione. Il percolato è un liquido che si origina in prevalenza dall’infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi rifiuti (il percolato, anche se in misura minore, si produce anche compattando i rifiuti).
Il percolato, questo va da sé, contiene sostanze inquinanti organiche e inorganiche. La formazione di percolato dipende da vari fattori: dalla piovosità, dalla temperatura e dalla presenza dei venti. Le piogge abbondanti danno luogo ad un aumento del percolato. Quantità di percolato che viene incrementata, come già ricordato, dalla presenza di sostanze umide nei rifiuti che finiscono sotto terra.
In Sicilia, terra di discariche, il percolato è diventato un problema grave sia perché i rifiuti sotterrati contengono molte sostanze umide (che, lo ribadiamo, mai e poi mai dovrebbero essere sotterrate!), sia perché negli ultimi anni è aumentata la piovosità.
Per legge, il percolato deve essere raccolto e trattato nel sito stesso della discarica o trasportato in impianti ad hoc che debbono essere autorizzati allo smaltimento di rifiuti liquidi. Gli esperti di questo settore spiegano che i fattori che portano una discarica a produrre percolato possono essere controllabili e incontrollabili. I processi di degradazione dei rifiuti che finiscono sotto terra non possono essere controllati. E’ invece controllabile l’infiltrazione di acqua dall’esterno: per esempio, impermializzando il fondo della discarica e la superficie della stessa discarica.
Questa digressione sul percolato è importante perché ci consente di illustrare ai lettori un problema molto serio, soprattutto ai lettori americani che rimarranno un po’ perplessi nel leggere che in Sicilia, in materia di rifiuti, si va ancora avanti con le discariche. Basti pensare che a Palermo la discarica di Bellolampo ha inquinato la falda acquifera e, in parte, anche un tratto di mare.
Ci sono, poi, i risvolti economici. Perché, attualmente, in Sicilia si spendono un sacco di soldi per captare questo benedetto percolato dalle discariche e trasportarlo fuori dall’Isola. Tutta questa follia è stata messa in piedi - e ancora resiste - per consentire a i privati, in combutta con la politica (e con la criminalità organizzata, come avviene in Campania) di speculare sulla gestione dei rifiuti.     
“Le relazioni della commissione di indagine - continua la parlamentare nazionale del Movimento 5 Stelle eletta in Sicilia, Claudia Mannino - dovrebbero essere rese pubbliche perché tutti i cittadini siano a conoscenza dei disastri ambientali che le sistematiche violazioni di legge hanno determinato. Sollecitiamo le Autorità giudiziarie, già informate dei fatti, ad accertare le responsabilità penale sia della vicenda degli inceneritori che di questi ‘anomali’ iter amministrativi. Noi, nell'ambito della nostra funzione di controllo politico-parlamentare, abbiamo inoltrato formale denuncia alla Commissione europea per la persistente e strutturale violazione delle normative europee in tema di discariche, autorizzazioni e valutazioni di impatto ambientale”.
La deputata Mannino torna a parlare degli inceneritori. Quattro impianti, l’abbiamo ricordato, sono stati bloccati dalla magistratura europea. Nel 2012 il governo Monti e il governo regionale di Raffaele Lombardo firmano un accordo per fare bruciare i rifiuti nelle cementerie dell’Isola. Una follia che avrebbe inquinato l’ambiente e che, per fortuna, è stata bloccata - o dovrebbe essere stata bloccata - dalle proteste della gente. Oggi si torna a parlare di nuovi inceneritori, anche se, a parte qualche caso, non ci sono dichiarazioni ufficiali. Il caso dove ci sono, invece, dichiarazioni ufficiali è quello di San Filippo del Mela, in provincia di Messina. Dove si vorrebbe convertire una centrale per la produzione di energia alimentandola con l’immondizia. Sono in corso proteste vivacissime da parte della gente che vive nella Valle del Mela, una zona già inquinata dalla presenza della raffineria di Milazzo, da una serie di altre industrie e da un elettrodotto in costruzione con i tralicci che passano a pochi metri dai centri abitati.    
Sulla questione rifiuti in Sicilia interviene anche il presidente della commissione legislativa Ambiente del Parlamento siciliano, Giampiero Trizzino, anche lui esponente del Movimento 5 Stelle. “Le dichiarazioni dell'ex assessore Marino - dice Trizzino - fotografano una realtà che ormai è più che tangibile. Il sistema dei rifiuti in Sicilia è strutturato per vivere di emergenza. E' un disordine organizzato con la chiara finalità di eludere il sistema normativo. L'ulteriore conferma di siffatta drammatica condizione è la totale assenza di programmazione: nel momento in cui parliamo non esiste un piano regionale dei rifiuti, non v’è traccia di un modello gestionale nemmeno nel Documento di programmazione economica, esitato pochi giorni fa ed aleggia una confusione estremamente preoccupante sulla nuova programmazione dei fondi strutturali 2014-2020. A questo punto, sembra plausibile affermare: niente è casuale”.
In questo scenario, che non è molto dissimile, almeno in certe aree, dalla ‘Terra dei fuochi’ della Campania, sono arrivate le dichiarazioni dell’ex assessore regionale, Nicolò Marino, che circa un anno fa l’attuale presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha messo fuori dal governo dell’Isola. Interpellato dalla già citata  Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, Marino ne ha dette di cotte e di crude. A un certo punto, come si legge nel blog ‘Guardie e ladri’ di Roberto Galullo, ad occuparsi di questo settore viene coinvolto “un ufficiale dei carabinieri, un ex generale, persona perbene che ha avuto due ictus. Presidente - dichiara Marino rivolgendosi al presidente della commissione sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti - lei si dovrebbe far raccontare, quando scenderà in Sicilia, dal sindaco Orlando, dai sindacati cos’erano le riunioni pubbliche. Questo che doveva esercitare una serie di attività di controllo, noi l’avevamo scomodato per il fallimento Aps a Palermo, 52 Comuni serviti da Aps (Asp è la società privata che ha gestito il servizio idrico in 52 Comuni della Provincia di Palermo, società oggi fallita ndr) aveva avuto due ictus, presidente, e la gente rideva. Non voglio segretare perché l’ho anche scritto, mi spiace sotto il profilo umano perché è un uomo delle istituzioni e la colpa è dei familiari che gli consentono di accettare un incarico di questo tipo, ma quando lo conobbi chiamai Crocetta e gli dissi allarmato: Rosario, la gente ride’. Mi rispose che la moglie era brava: aveva nominato questa persona perché la moglie era stata revisore dei conti a Gela e quindi dovevamo contattare la moglie per far ragionare questa persona.  Questa è la Regione siciliana, Presidente, e questa è una delle tantissime cose che bisognava fronteggiare”.
Marino, che nella vita fa il magistrato, sempre a proposito della gestione dei rifiuti in Sicilia aggiunge: “Nel settore dei rifiuti la migliore squadra avrebbe grandi difficoltà a riprendere in mano questa situazione. Nel momento in cui la gestione diventa approssimativa per una serie di circostanze che ho ufficialmente comunicato in tutte le sedi competenti (non è quindi una novità che dico a voi, l’ho già fatto in passato), diventa impossibile recuperare questa situazione”. Marino non sembra avere una buona opinione dell’attuale presidente della Regione. Quello che pensa di Crocetta lo dice al parlamentare nazionale Davide Faraone, braccio destro del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in Sicilia: “Voglio dire anche, perché l’ho detto più volte, che il referente in Sicilia di Renzi è l’onorevole Faraone, a cui nel febbraio 2014, poco prima di andare via, ancora assessore, dissi: ‘Se gli lasciate ancora nelle mani la Sicilia, finirà per distruggerla’. Oggi finalmente lui sta litigando con Crocetta”.

http://www.lavocedinewyork.com/Rifiuti-la-Sicilia-come-la-terra-dei-fuochi-tra-discariche-e-speculatori/d/10414/

sabato 14 marzo 2015

SICILIA, RIFIUTI; GREEN ITALIA: CROCETTA ANCHE SUI RIFIUTI COMPLICE DI POTERI OPACHI

“Il Governo regionale siciliano sta governando malissimo il settore rifiuti: senza una idea di programmazione e senza alcun rispetto per la sostenibilità´ e la legalità del delicatissimo settore. Il caos generato dal Governo Crocetta e´ irrimediabile se lo si guarda con gli occhi di chi si spende per corrette scelte ecologiche, in linea e rispettose della normativa europea:da questa ottica il Governo Crocetta è stato il peggiore degli ultimi anni in Sicilia, proseguendo nel filone mai interrotto di una politica populista e demagogica,volta a eliminare qualunque forma di gestione sovracomunale del territorio e qualsiasi tipo di programmazione, totalmente incapace di sfruttare i cospicui finanziamenti europei per la realizzazione di impianti necessari a un ciclo di raccolta efficiente e razionale e indifferente alle necessità di razionalizzazione dei costi”.
Lo dichiara Vincenzo Ciffo, Coordinatore Regionale di Green Italia.
“Da un altra, più maliziosa prospettiva – continua Ciffo - mai scelte furono più azzeccate: realizzare gli impianti previsti dal Piano Regionale dei rifiuti avrebbe comportato una spesa di circa 800 milioni, integralmente coperta dai finanziamenti allora disponibili: neanche un impianto nel frattempo è stato realizzato e i fondi sono stati persi ormai quasi totalmente. A chi a giovato tutto questo? Certamente ai proprietari degli impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati (discariche) che gli ottocento milioni li smaltiscono in meno di tre anni e che riceverebbero un duro colpo alle loro entrate se la Sicilia dovesse diventare una regione “normale”. E l’attuale caos sulla gestione del servizio riaffidato ai Comuni, a chi giova?”.
“Purtroppo, e nonostante gli sforzi sinceri di molto Sindaci virtuosi – aggiunge Ciffo - giova anche a tutti coloro che governano localmente il sistema delle raccolte dei rifiuti urbani che, a prescindere da quanto scritto nei capitolati di gara, organizzano i servizi a proprio piacimento secondo comodità, favori, amicizie, nel rispetto di regole assolutamente personali, in linea col modello politico in vigore ai nostri tempi; alle ditte che si aggiudicano gli appalti le quali in questo grande caos sono meno soggette a controlli e sanzioni, non devono impegnarsi per rimuovere correttamente i rifiuti per tipologia e in forma differenziata nel rispetto di regole oggettive ma hanno soltanto l’obbligo del rispetto delle regole del “podestà” locale di turno, regole non scritte ma sussurrate”.
“Anche sui rifiuti, quindi, Crocetta non e´solo incapace ma complice e suddito di poteri opachi e dei soliti "colletti bianchi"” – conclude Ciffo.

http://www.trapaniok.it/10400/Politica-trapani/sicilia-rifiuti-green-italia-crocetta-anche-sui-rifiuti-complice-di-poteri-opachi#.VQR678suLqA

Commissione inchiesta rifiuti in Sicilia: “Sistema al vaglio magistratura per gravi irregolarità”. M5S: “Rendere pubbliche le relazioni”

Bonifiche e gestione rifiuti speciali sotto la lente d’ingrandimento della Commissione parlamentare d’inchiesta che con la tappa odierna di Catania chiude una tre giorni in Sicilia. I lavori si sono aperti con l’audizione del prefetto di Catania, Maria Guia Federico. La Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, presieduta da Alessandro Bratti, era composta dai deputati Dorina Bianchi (NCD), Stella Bianchi (PD), Miriam Cominelli (PD), Renata Polverini (FI-PDL), Stefano Vignaroli (M5S) e dai senatori Giuseppe Compagnone (GAL), Pamela Orru’ (PD), Bartolomeo Pepe (Misto), Laura Puppato (PD) (foto). Nel corso dell’audizione si e’ discusso, tra l’altro, del commissariamento della ditta ‘Oikos’ di Misterbianco, in provincia di Catania. Primo caso di commissariamento in Italia, ai sensi della normativa antimafia e anticorruzione, in merito ad un contratto riguardante la gestione e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. L’intervento, sollecitato dal presidente dell’Autorita’ nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, ha riguardato il contratto tra la Oikos spa e il comune di Catania e, piu’ in generale, la conduzione della discarica di Motta Sant’Anastasia. L’intervento prefettizio era nato da un provvedimento interdittivo antimafia nei confronti della ‘Ipi’ societa’ romana socia della Oikos catanese, emesso da un’altra prefettura, a cui si e’ aggiunto il provvedimento anticorruzione, emesso dopo l’ordinanza di custodia cautelare che ha colpito l’imprenditore Domenico Proto.

SOPRALLUOGHI La Commissione parlamentare ha visitato gli impianti della discarica di Motta Sant’Anastasia attualmente gestiti da tre commissari nominati dal prefetto di Catania. E’ stato poi effettuato un sopralluogo al secondo impianto del catanese, gestito dalla Sicula trasporti. Tra i dossier aperti, anche quello riguardante i problemi legati ai poli petrolchimici – che saranno oggetto di un’apposita missione – e delle miniere dismesse. Nel corso dell’audizione, inoltre, i rappresentanti della Capitaneria di porto e delle altre forze dell’ordine hanno illustrato l’attivita’ di contrasto rivolta ai traffici transfrontalieri di rifiuti, tema che sara’ oggetto di una specifica relazione della commissione. Come in altre parti d’Italia anche la Sicilia orientale, infatti, come e’ emerso nel corso delle audizioni, e’ coinvolta nei commerci illegali dei rottami ferrosi, dei rifiuti elettrici ed elettronici e dei materiali plastici.

PUPPATO “La Sicilia – ha detto la Puppato – non sopravvive se rimane nella perenne emergenza rifiuti, aggravata da un sistema di criminalita’ organizzata che si occupa dello smaltimento del rifiuto tal quale in discarica, con costi enormi economici e ambientali a carico dei comuni e dei cittadini, e con minacce e intimidazioni a carico di chi si ribella. Le discariche sono quasi tutte in esaurimento o sotto sequestro per grave inquinamento ed infiltrazione mafiosa, il sistema dirigenziale regionale e’ sottoposto al vaglio della magistratura per gravi e ripetute irregolarita’ e falsificazioni. Tutto cio’ obbliga ad un’immediata riconversione del sistema, parzialmente in atto, ma a cui manca ancora una programmazione adeguata. Se possibile ancor peggio – ha sottolineato l’esponente PD – sta la depurazione delle acque, carente da ogni punto di vista e con impianti realizzati ma spesso neppure attivati. Conseguenza naturale lo sversamento in mare e nei fiumi, con rilevanti problemi sanitari e ambientali. Mentre sono rimasti nel cassetto i fondi europei e regionali messi a disposizione fino al 2013. Anche in questo campo pare esservi un cambio di logica politica che si affaccia. Il dato piu’ positivo arriva dalla demolizione degli ecomostri, a centinaia, particolarmente nei luoghi dell’archeologia agrigentina e sui litorali”. Insomma “un grande lavoro di pulizia necessario che sta lentamente prendendo piede ma che necessita di una forte accelerazione da parte delle Autorita’ preposte, invitate a lavorare in trasparenza e a lasciare definitivamente alle spalle timori e fallimenti”.

M5S “Il ciclo dei rifiuti in Sicilia non deve funzionare perché c’è chi deve lucrarci e chi deve costruirci consenso elettorale clientelare, come dimostra la bomba a orologeria degli ATO con almeno 800 milioni di euro di debiti insoluti. Il tutto, ovviamente, a spese della salute della cittadini e delle loro tasche”. Lapidario il giudizio sulle dinamiche della gestione dei rifiuti in Sicilia dei deputati M5S nazionali e regionali di Camera ed Ars su cui si sono accesi in questi giorni i fari delle commissione ispettiva bicamerale sulle ecomafie, che ha incontrato la commissione ispettiva sulle autorizzazioni delle discariche private predisposta per volontà dell’ex assessore regionale Niccolò Marino. “Le relazioni della commissione di indagine – afferma Claudia Mannino – dovrebbero essere rese pubbliche perché tutti i cittadini siano a conoscenza dei disastri ambientali che le sistematiche violazioni di legge hanno determinato. Sollecitiamo le Autorità giudiziarie, già informate dei fatti, ad accertare le responsabilità penale sia della vicenda degli inceneritori che di questi ‘anomali’ iter amministrativi, potrebbero esserci preoccupanti punti di contatto. Noi nell’ambito della nostra funzione di controllo politico-parlamentare abbiamo inoltrato formale denuncia alla Commissione Europea per la persistente e strutturale violazione delle normative europee in tema di discariche, autorizzazioni e valutazioni di impatto ambientale”.

http://www.ilfogliettone.it/44921-commissione-inchiesta-rifiuti-in-sicilia-il-sistema-dirigenziale-e-sottoposto-al-vaglio-della-magistratura-per-gravi-irregolarita

Rifiuti. SRR Enna: si profila una riduzione del 30% su retribuzioni

L’assemblea dei soci della SRR si riunirà giorno 16 marzo alle ore 15, per discutere, tra le altre cose, del regolamento degli uffici e dei servizi, presupposto necessario per determinare la dotazione organica degli uffici della SRR.
La proposta del Consiglio di Amministrazione prevede la costituzione di un unico settore, con a capo un solo dirigente, e tre servizi: Affari Generali, Economico/Finanziario e Tecnico. Il regolamento prevede che i dipendenti vengano assunti tramite prove selettive e che gli stessi abbiano un ruolo interscambiabile. Questo consentirà economicità e razionalizzazione del personale da assumere.
Nella proposta di organizzazione è prevista l’applicazione del contratto di lavoro degli Enti Locali che ha un costo inferiore di circa il 30% rispetto all’attuale contratto applicato ai dipendenti dell’ATO.
Così il Presidente della SRR ennese, Sebo Lenza, sindaco di valguarnera: “Abbiamo raccolto le istanze dei Sindaci che più volte hanno chiesto l’applicazione di un contratto di lavoro che sia in linea con quello degli Enti Locali, essendo la SRR soggetto equiparabile dal punto di vista normativo ai medesimi obblighi cui sono sottoposti gli enti locali, unici soci della SRR. Sappiamo che questa scelta provocherà molti mal di pancia, speriamo e siamo certi che i Sindaci non si lasceranno influenzare dalle sollecitazioni esterne. Bisogna andare avanti, fare funzionare la nuova società evitando il collasso e le distorsioni che si sono create all’interno dell’ATO. I Sindaci hanno voluto rompere con le metodologie utilizzate nel passato, vogliono costruire un percorso nuovo, funzionale e rispondente alle effettive esigenze del servizio senza che i maggiori costi ricadono sui cittadini. Saranno oggetto di discussione assembleare, le proposte operative sull’avvio della società di scopo, già deliberata dall’Assemblea che avrà la funzione di gestire gli impianti funzionanti che saranno presi in carico e saranno utilizzate secondo i criteri del Piano d’Ambito, in fase di elaborazione. La dotazione organica della SRR, il piano d’ambito e i Piani d’intervento in conformità al piano d’ambito, costituiscono il presupposto necessario per avviare la gestione diretta da parte dei comuni con l’avvio del sistema della raccolta differenziata e il miglioramento de servizio dal punto di vista igienico e sanitario. Se riusciamo in questa impresa, continueremo a garantire l’occupazione a tutti gli operatori nei diversi cantieri e forse a tutti i dipendenti dell’ATO”.

venerdì 13 marzo 2015

Rifiuti: commissione parlamentare, gravi criticita' in Sicilia

AGI) - Catania, 13 mar. - Nello smaltimento dei rifiuti, la Sicilia "soffre di evidenti e gravi criticita', conseguenza della scelta delle discariche come unico sistema di gestione dei rifiuti solidi urbani, condotte, nella quasi esclusivita' dei casi, da privati", una "opzione che si accompagna con la sostanziale assenza della raccolta differenziata, con un grave danno ambientale ed economico". Lo scrive la commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, presieduta da Alessandro Bratti, dopo la missione di ieri o oggi a Catania, dole le audizioni si sono aperte con il prefetto di Catania, Maria Guia Federico. La delegazione della commissione era composta dai deputati Dorina Bianchi (Ncd), Stella Bianchi (Pd), Miriam Cominelli (Pd), Renata Polverini (Fi-Pdl), Stefano Vignaroli (M5S) e dai senatori Giuseppe Compagnone (Gal), Pamela Orru' (Pd), Bartolomeo Pepe (Misto), Laura Puppato Pd. In particolare, si e' discusso del commissariamento di un contratto di gestione solidi urbani, ai sensi della normativa antimafia e anticorruzione, il primo in Italia: quello della ditta "Oikos" di Misterbianco (Catania). E' arrivato a seguito di un intervento sollecitato dal presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone, che ha riguardato il contratto tra la "Oikos" e il Comune di Catania e, piu' in generale, la conduzione della discarica di Motta Sant'Anastasia. La vicenda era partita da un provvedimento interdittivo antimafia nei confronti della "Ipi" societa' romana socia della "Oikos" catanese, emesso da un'altra prefettura, a cui si e' aggiunto il provvedimento anticorruzione, dopo l'ordinanza di custodia cautelare che ha colpito l'imprenditore Domenico Proto.
  La commissione ha visitato gli impianti della discarica di Motta Sant'Anastasia, attualmente gestiti da tre commissari nominati dal prefetto di Catania. E' stato poi effettuato un sopralluogo al secondo impianto del Catanese, gestito dalla Sicula trasporti. Altro dossier analizzato dalla commissione riguarda le bonifiche e della gestione dei rifiuti speciali pericolosi. In questo senso le audizioni hanno iniziato ad approfondire le problematiche legate ai poli petrolchimici - che saranno oggetto di una apposita missione - e alle miniere dismesse. Nel corso delle audizioni, la Capitaneria di porto e le altre forze dell'ordine hanno poi illustrato alla commissione l'attivita' di contrasto rivolta ai traffici transfrontalieri di rifiuti tema che sara' oggetto di una specifica relazione della commissione. Come in altre parti d'Italia anche la Sicilia orientale e' coinvolta nei commerci illegali dei rottami ferrosi, dei rifiuti elettrici ed elettronici (i cosiddetti Rae) e dei materiali plastici. (AGI) .
http://m.agi.it/palermo/notizie/rifiuti_commissione_parlamentare_gravi_criticita_in_sicilia-201503131355-cro-rt10124#.VQNA7ssuLqA

giovedì 12 marzo 2015

Rifiuti, si dimette il commissario dell'Ato Pa1

Nei comuni la raccolta è ferma. La spazzatura invade le strade e i dipendenti sono sul piede di guerra e non prendono lo stipendio da tre mesi. Nominato il sostituto.

PALERMO - L'Ato Palermo, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti nei comuni da Balestrate a Isola delle Femmine, è senza guida. Si è dimessa il commissario straordinario della servizi comunali integrati Loredana Ferrara. E' il terzo commissario che nel giro di qualche settimana lascia la carica. Prima era stato l'avvocato Antonio Geraci, poi Raffaele Di Salvo. Intanto nei comuni la raccolta è ferma. La spazzatura invade le strade e i dipendenti sono sul piede di guerra e non prendono lo stipendio da tre mesi.

La nota dell'assessorato. La nota.

"L’assessore regionale all’Energia, Vania Contrafatto, ha firmato questa mattina il decreto di nomina del nuovo commissario straordinario dell’ATO PA1. Si tratta di Matteo Scillufo che sostituisce la dimissionaria dott.ssa Loredana Ferrara. “E’ alquanto singolare che in pochissimo tempo due commissari siano stati costretti a rassegnare le proprie dimissioni – dichiara l’assessore - purtroppo stiamo vivendo un periodo nel quale, anziché lavorare tutti in sinergia ed armonia, si va allo scontro frontale, al tutti contro tutti a svantaggio dei cittadini. Spero che Scillufo, terzo commissario nominato in due mesi, riesca a lavorare con la serenità giusta per affrontare le tante emergenze che si presentano giornalmente e mi auguro, soprattutto, che lo lascino lavorare”.

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5 COMMENTI
12-03-2015 - 16:22:36 vomitai
Uscite i soldi per pagare i dipendenti e vedrete che come per magia le cose si normalizzano. Non ci vuole un Commissario per capire questo. Ormai si sa i Comuni pagano una volta tanto: basta! Prendete in mano la situazione obbligate i comuni a concordare i crediti e i debiti reciproci, pagate e riducete i trasferimenti ai vari comuni. La Regione ha rotto il giocattolo? Che lo sistemi di imperio. Andando avanti in questo modo si creano solo disservizi ai cittadini.
12-03-2015 - 17:31:51 piragna
Crocetta perché non fai una scuola di Commissariato? Potresti dare un impulso alla sistemazione di tanti brillanti giovani non quelli che metti tu che non sanno manco come si comincia.
12-03-2015 - 17:46:32 piragna
Ma la Sig.a Contrafatto ancora non l'ha capito che deve far pagare i Sindaci per il servizio prestato dai lavoratori? Altro che nominare commissari .
12-03-2015 - 18:43:44 dipendente
Egr Assessore forse quello che sembrava il peggiore degli ATO oggi è il migliore perché funziona senza nessun problema, e cioè il CO.IN.R.E.S

http://m.livesicilia.it/2015/03/12/rifiuti-si-dimette-il-commissario-dellato-1_605818/

mercoledì 11 marzo 2015

La Commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti da oggi in Sicilia

Oggi la Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti, presieduta dall’onorevole Alessandro Bratti e di cui è componente la senatrice Pamela Orrù, sarà a Catania per avviare i lavori di approfondimento sulla regione Sicilia. Le audizioni, che andranno avanti fino a venerdì, si terranno in Prefettura e riguarderanno i territori delle province di Catania, Ragusa, Enna, Messina, Caltanissetta, Agrigento e Siracusa.

A fine marzo la Commissione sarà anche a Trapani ed a Palermo, sempre per ascoltare i soggetti interessati ed ispezionare i principali siti adibiti alla raccolta dei rifiuti. La senatrice Pamela Orrù farà parte della delegazione che si occuperà delle audizioni nell’isola. A conclusione dell’indagine parlamentare una apposita relazione sarà dedicata alla Sicilia.

Nelle scorse settimane la Commissione ha ascoltato l’ex assessore all’energia e pubblica utilità della Regione Sicilia Nicolò Marino e l’attuale assessore Vania Contrafatto. Nel corso delle audizioni sono stati approfonditi gli aspetti più importanti della situazione di difficoltà che ha portato a diverse dichiarazioni di stato di emergenza, con particolare riferimento alla gestione delle discariche, sia pubbliche che private, all’impiantistica ed alla struttura amministrativa, caratterizzata dalle note criticità economiche degli Ato, oggi sostituiti dalle Srr, le società d’ambito che si occupano della raccolta dei rifiuti.

http://www.marsalaviva.it/politica/item/18454-la-commissione-parlamentare-dinchiesta-sui-rifiuti-da-oggi-in-sicilia

A Trapani è guerra di rifiuti Alfano denuncia Damiano

I camion non possono sversare i rifiuti nella discarica 'Borranea' e il commissario dell'Ato Belice (nella foto) denuncia il primo cittadino per interruzione di pubblico servizio.

TRAPANI - Il commissario dell'Ato Belice, Sonia Alfano, ha denunciato il sindaco di Trapani, Vito Damiano, per interruzione di pubblico servizio. La decisione è stata assunta nel pomeriggio dopo che venti mezzi della "Belice Ambiente, impossibilitati a poter scaricare nella propria discarica, sono rimasti dietro ai cancelli della discarica "Borranea" di Trapani. "Neppure l'intervento del prefetto e del direttore regionale del dipartimento all'Energia - ha detto Sonia Alfano, uscendo dalla Procura - hanno sortito effetti. Il momentaneo utilizzo della discarica "Borranea" è stato disposto da un'ordinanza dell'assessorato regionale lo scorso 25 febbraio.

http://m.livesicilia.it/2015/03/10/a-trapani-e-guerra-di-rifiuti-alfano-denuncia-damiano_605174/

ATO PA1: OPERATORI DA 3 MESI NON PERCEPISCONO STIPENDIO......SUL PIEDE DI GUERRA

Sit-in di protesta, davanti la sede dell’Ato Palermo 1 di Partinico. I lavoratori dipendenti e interinali in servizio nei comuni di Carini, Capaci e Isola delle Femmine, questa mattina, scortati dalla polizia, hanno marciato lungo Corso dei Mille per raggiungere gli uffici della Servizi Comunali Integrati e chiedere delucidazioni in merito al mancato pagamento degli stipendi arretrati, tra cui quello di gennaio per i quali i gli enti locali soci avrebbero già versato le somme dovute.
Una delegazione di operatori ecologici è stata ricevuta dal Commissario straordinario Loredana Ferrara che, ha spiegato loro di non poter procedere alla liquidazione della mensilità di gennaio, fino a quando i sindaci di Carini, Isola delle Femmine e Capaci, rispettivamente Giuseppe Agrusa, Stefano Bologna e Sebastiano Napoli, non delegheranno la società a procedere al pagamento, così come hanno già fatto i colleghi di Cinisi e
Borgetto, Giangiacomo Palazzolo e Gioacchino De Luca.
I netturbini hanno quindi sospeso il sit-in in trasferta e fatto rientro nei rispettivi paesi per sollecitare gli amministratori a seguire l’iter necessario, nella speranza di riuscire a portare a casa almeno un po’ di soldi, visto che da tre mesi non percepiscono lo stipendio.
Fino ad allora, i lavoratori, non intendono riprendere servizio. Attualmente, molti comuni della società d’ambito, per non sprofondare nell’emergenza rifiuti, sono ricorsi alla legge 191, avvalendosi di ditte esterne per continuare a garantire l’indispensabile servizio.







 

lunedì 9 marzo 2015

Ato la crisi non passa Raccolta rifiuti prossima al collasso

I sindacati la definiscono “una vera e propria strategia del fallimento”. E la tensione sale alle stelle. Non conosce sosta la crisi degli Ato Palermo 1 (in pessime condizioni economico-finanziarie) e il 2 (già fallito), con i lavoratori condotti all’esasperazione e con la raccolta dei rifiuti prossima al collasso nei 29 comuni del Palermitano gestiti. “Ci chiediamo a chi possa giovare questo comportamento, certamente non ai lavoratori mortificati e ridotti a elemosinare ogni mese un diritto, la retribuzione - denuncia Alessandro Miranda, segretario provinciale Fit Cisl -. Continuiamo a non capire come mai gli amministratori locali dispongono delle risorse economiche per pagare le ditte private e dichiarano di non avere fondi per pagare l’Ato”.
I numeri sono chiari: i 103 dipendenti della Temporary non prendono lo stipendio da dicembre, quelli dell’Ato 1 da gennaio. Ma l’emergenza non riguarda solo gli Ato del palermitano, come spiega Dionisio Giordano segretario regionale Fit Cisl Ambiente: “Non sono solo queste le situazioni esplosive in Sicilia, la nostra preoccupazione è legata alla imminente scadenza del 30 giugno data in cui cesseranno di esistere gli Ato in liquidazione, come previsto da un ordinanza del presidente della Regione, non prorogabile - ricorda -. Se la Regione non velocizzerà la nascita delle Srr, anche individuando una modifica normativa, il rischio concreto sarà, dal primo luglio in poi, lo stop di servizi di raccolta in buona parte della Sicilia”.
Intanto giovedi’ prossimo, 12 marzo, la Srr Palermo Ovest dovrà ufficialmente formulare la proposta di affitto del ramo di azienda della fallita Alto Belice Ambiente, atto necessario per far tornare in servizio i 276 lavoratori. “Auspichiamo - affermano Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti - che non si registrino ulteriori ritardi, i rumors di queste ore di sindaci divisi sulle modalità di distribuzione del personale e quindi ancora in disaccordo, destano molte preoccupazioni. Le reazioni dei lavoratori, sospesi dal 22 dicembre 2014 senza retribuzione, di fronte a un’ennesima fumata nera sarebbero ingovernabili. Già oggi alcuni consigli comunali sono occupati, pertanto chiediamo senso di responsabilità ai sindaci dei comuni interessati e contestualmente invitiamo il commissario regionale Taverna a continuare a seguire la vicenda con l’attenzione fin qui dimostrata”. L’assessorato regionale all’Energia e Rifiuti, avvertono i sindacati, “sia comunque pronto a intervenire con poteri sostitutivi nel caso in cui i sindaci convocati in assemblea per il 12 marzo, dovessero fallire”. (fonte Italpress)

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/cronaca/15_marzo_09/palermo-gli-ato-crisi-non-passa-raccolta-rifiuti-prossima-collasso-b6c805a2-c636-11e4-8b9d-d02a64a08917.shtml


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