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domenica 19 luglio 2015

ATO PA 1 Ato Pa 1 smentisce di avere denunciato i lavoratori di Partinico

18 LUGLIO 2015 -  L’Ato Palermo 1, in una nota, smentisce alcune indiscrezioni relative alla presunta presentazione, da parte della società d’Ambito o del Dirigente della stessa Società, di denuncia per interruzione di pubblico servizio dei lavoratori dell’Unità Locale di Partinico. Nel documento, esprime la totale solidarietà nei confronti dei lavoratori e delle rispettive famiglie, che da circa cinque mesi hanno lavorato e continuano a lavorare senza percepire lo stipendio. Infine – conclude la nota – l’Ato Palermo 1 auspica che qualche episodio di legittima sensibilizzazione al problema occupazionale ed economico sollevato dai lavoratori, non venga interpretato come insubordinazione.

mercoledì 15 luglio 2015

Rifiuti ed Ato, proroga fino a fine anno.

Ma le Srr inadempienti saranno commissariate fra 15 giorni
Nuova proroga per chiudere il contenzioso Non sembrava possibile, ma pare che tutto sia pronto perché il presidente della regione siciliana Rosario Crocetta firmi una proroga per la risoluzione del problema Ato e dei rifiuti per sei mesi. Ieri il contenuto dell’ordinanza è stato condiviso ed approvato nella Conferenza di servizi svoltasi ieri a Palazzo d’Orleans tra la Regione, l’Arpa, i liberi consorzi di Palermo, Catania, Trapani e le Asp. Basteranno però 180 giorni per uscire da questo disastro? La Regione non è riuscita ancora a chiudere la sciagurata esperienza degli Ato rifiuti, costata, finora, 1 miliardo e 800 milioni di euro di risorse pubbliche. Ma la vera notizia la da l’assessore Vania Contrafatto al quotidiano La Sicilia puntando il dito sugli ex Ato: “Intanto ci sarà una proroga di 15 giorni che consentirà il commissariamento delle Srr inadempienti, per fare poi partire il sistema previsto dalla legge che sostituirà i vecchi Ato in liquidazione. Nelle Società per la regolamentazione dei rifiuti i commissari straordinari procederanno alla redazione dei piani d’ambito ove mancanti, nonché a favorire tutte le iniziative mirate all’aumento ed all’ottimizzazione della raccolta differenziata. Si occuperanno anche della dotazione organica e porteranno a soluzione i problemi rimasti in campo”. La conferenza di servizi alla quale ha partecipato Crocetta è stata finalizzata a definire ed aggiornare la situazione degli impianti di trattamento dei rifiuti in Sicilia e prevede il ricorso temporaneo a una speciale forma di gestione dei rifiuti nel territorio della Regione Siciliana nelle more dell’attuazione del Piano stralcio attuativo per il rientro nel modello di gestione ordinario del ciclo integrato dei rifiuti, per un periodo di sei mesi a partire da domani, 15 luglio. Tra gli obiettivi la riduzione dei volumi indifferenziati prodotti fino a 3.400 tonnellate al giorno partendo dagli attuali 6.150 tonnellate circa, il che corrisponde al raggiungimento della media del 35% di raccolta differenziata alla quale si coniuga un programma di riduzione dei Rub (Rifiuti urbani biodegradabili) pari al 10%. Conclude l’assessore Contrafatto: “Riproporremo nello Sblocca Sicilia, la cosiddetta eco-tassa che penalizza i comuni con un basso livello di differenziata. L’Ars in passato ha bocciato questo provvedimento, adesso confidiamo in una soluzione parlamentare diversa”.

martedì 14 luglio 2015

Caos rifiuti, Regione avanti senza idee I metodi sono vecchi e tutto va in discarica - LASICILIA.IT

AMBIENTE

Caos rifiuti, Regione avanti senza idee                      

I metodi sono vecchi e tutto va in discarica

            
       
Il presidente della Regione Rosario Crocetta è pronto alla firma di una nuova ordinanza, ex art. 191 il cui contenuto è stato condiviso ed approvato nella Conferenza di servizi svoltasi ieri a Palazzo d’Orleans tra la Regione, l’Arpa, i liberi consorzi di Palermo, Catania e Trapani e le Asp. Ancora sei mesi per cercare di venire fuori dal pantano della difficilissima emergenza dei rifiuti siciliani.

COSI' LA REGIONE HA SPRECATO 1,8 MILIARDI

Non arrivano soluzioni a sorpresa, né grandi stravolgimenti. Si guadagna però una ulteriore porzione di tempo per cercare l’ennesimo margine, all’interno del quale valutare e trovare alternative all’attuale modello di gestione dei rifiuti. La riunione è stata finalizzata a definire ed aggiornare la situazione degli impianti di trattamento dei rifiuti in Sicilia e prevede il ricorso temporaneo a una speciale forma di gestione dei rifiuti nel territorio della Regione Siciliana nelle more dell’attuazione del Piano stralcio attuativo per il rientro nel modello di gestione ordinario del ciclo integrato dei rifiuti, per un periodo di sei mesi a partire dal prossimo 15 luglio.



Tra gli obiettivi la riduzione dei volumi indifferenziati prodotti fino a 3.400 tonnellate al giorno partendo dagli attuali 6.150 tonnellate circa che corrisponde al raggiungimento della media del 35% di raccolta differenziata alla quale si coniuga un programma di riduzione dei RUB (Rifiuti urbani biodegradabili) pari al 10%. L’ordinanza dovrebbe prevedere un ulteriore utilizzo degli impianti ad oggi in uso, nelle more del completamento degli altri, in particolare dell’impianto di trattamento meccanico biologico di Bellolampo, pronto a partire a settembre.

L'assessore all’Energia ed ai servizi di pubblica utilità Vania Contrafatto, ancora una soluzione di transizione mi pare «Direi una soluzione–ponte che permette margini manovra funzionali. Questo governo regionale è costantemente impegnato a definire una strategia che riesca a scongiurare l’emergenza dei rifiuti, assicurando l’efficienza del servizio. Chiediamo evidentemente a tutti gli attori sociali coinvolti in questa vicenda, comuni in primis, senso di responsabilità, non c’è più tempo da perdere».

- Possiamo dire che il commissariamento da Roma si allontana?

"L’obiettivo è quello di superare ogni criticità ed andare oltre. Utilizzeremo questi sei mesi per arrivare al risultato in questione. Certo occorrerà il massimo della collaborazione. Non si esce dallo spauracchio dell’emergenza trovando solo soluzioni di transizione. Per gli interventi strutturali occorre tempo e faremo in modo di farcelo bastare. Sono decisamente più ottimista».



- Quali impianti verranno coinvolti dunque?

«Quelli dei territori di Enna, Trapani, Gela, Messina e Bellolampo, mentre per quanto riguarda gli impianti di compostaggio si punta agli impianti di Joppolo Giancaxio, Bisacquino, Gela, Marsala, Ragusa e Vittoria. Il nostro obiettivo poi è di incrementare considerevolmente la raccolta differenziata, portandola al 35 / 40%».



- L’aumento della raccolta della differenziata sa tanto di libro dei sogni però…

«La faremo diventare una realtà traducibile in fatti. Riproporremo nello Sblocca Sicilia, la cosiddetta eco–tassa che penalizza i comuni con un basso livello di differenziata. L’Ars in passato ha bocciato questo provvedimento, adesso confidiamo in una soluzione parlamentare diversa. Il confronto con la politica deve portare a questo. Diversamente da così non sarà possibile fare molta strada. Non vogliamo puntare la pistola alla testa di nessuno, ma guardare in faccia la realtà e scegliere le soluzioni concrete e quelle possibili».



- Cosa cambia ad esempio per gli Ato?

«Intanto ci sarà una proroga di 15 giorni che consentirà il commissariamento delle Srr inadempienti, per fare poi partire il sistema previsto dalla legge che sostituirà i vecchi Ato in liquidazione. Nelle Società per la regolamentazione dei rifiuti i commissari straordinari procederanno alla redazione dei piani d’ambito ove mancanti, nonché a favorire tutte le iniziative mirate all’aumento ed all’ottimizzazione della raccolta differenziata. Si occuperanno anche della dotazione organica e porteranno a soluzione i problemi rimasti in campo». Accantonato per sempre il piano B di portare i rifiuti all’estero? «Non era il nostro piano B. Portare i rifiuti all’estero sarebbe stata una operazione assolutamente antieconomica. Esiste anche un problema di destinazione vincolata di risorse».


Caos rifiuti, Regione avanti senza idee I metodi sono vecchi e tutto va in discarica - LASICILIA.IT

lunedì 13 luglio 2015

Ato rifiuti Agrigento: "Nessun licenziamento"

Da domani servizio ai Comuni. Miceli: «Gli operatori ecologici manterranno il loro lavoro» 9 AGRIGENTO. “Non ci sarà alcun licenziamento, tutti gli operatori ecologici lavoreranno per i Comuni o per le ditte cui gli enti decideranno di affidare il servizio”. Ad assicurarlo, ieri, è stato Rosario Miceli, commissario liquidatore della Dedalo Ambiente, riferendosi al fatto che domani il mandato dell’Ato Ag3 sarà concluso (salvo nuove proroghe di cui si potrebbe avere notizia oggi) ed a gestire la raccolta e lo spazzamento dei rifiuti dovranno essere i Comuni. “Con i sindaci dei sette Comuni che compongono la nostra azienda (Licata, Palma di Montechiaro, Canicattì, Ravanusa, Naro, Camastra e Campobello di Licata) l’intesa – ha aggiunto Miceli – è stata già raggiunta. Gli operatori ecologici dei nostri cantieri passeranno “in comando” agli enti, quindi nessuno perderà il posto di lavoro. Opereranno direttamente per i Comuni nei centri in cui le amministrazioni comunali hanno deciso di gestire il servizio in house, saranno assunti dalle ditte nelle città in cui, al contrario, la raccolta e lo smaltimento saranno affidati all’esterno. Nessun rischio di licenziamento nemmeno per gli addetti alla logistica e per gli amministrativi della Dedalo Ambiente”.

Rifiuti, dipendenti Ato minacciano di darsi fuoco

Cronaca 13 luglio 2015

Minacciano di darsi fuoco i dipendenti dell’ambito territoriale 1 che svolgevano il servizio da Isola delle Femmine a Balestrate. I dipendenti di Carini stanno manifestando davanti al Comune in corso Umberto I. Non percepiscono gli stipendi e non lavorano. L’amministrazione comunale, guidata da Giovì Monteleone, ha affidato il servizio di raccolta straordinaria ad una ditta privata per rimuovere le tonnellate di spazzatura che ci sono nel territorio comunale. I dipendenti chiedono il pagamento degli stipendi che non avviene da mesi. Una situazione esplosiva che passa nella mani del commissario che starà in carica fino al 17 luglio.

domenica 12 luglio 2015

Enna. Ordinanze sindacali per scongiurare l’emergenza rifiuti.

Ordinanze sindacali per scongiurare l’emergenza rifiuti. Il Prefetto vigili
di Massimo Greco
Rifiuti spazzaturaEnna. A meno di miracoli, ai quali non siamo certamente abituati, entro il prossimo martedì 14 luglio sarà impossibile ipotizzare l’avvio operativo della nuova società di regolamentazione rifiuti (SRR). Non è casuale il dinamismo di alcuni Sindaci, compreso quello neo eletto di Enna, volto a scongiurare un’emergenza igienico-sanitaria in piena estate attraverso il temporaneo affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti mediante l’emissione di apposite ordinanze contingibili ed urgenti. Nulla di più corretto sotto il profilo igienico-sanitario. Nutriamo invece forti riserve sul piano del rispetto del principio di legalità, atteso che dietro l’emissione di tante ordinanze, quanti sono i Comuni facenti parte del medesimo ambito territoriale, potrebbe nascondersi il tentativo premeditato di frammentare un servizio che, ancorchè controverso ed ancora lontano dai livelli minimi di qualità richiesti dalle direttive comunitarie, rimane integrato, anche dopo il passaggio alla nuova SRR. L’attribuzione della titolarità delle risorse per la gestione dei rifiuti è avvenuta in applicazione di quanto stabilito dal Commissario delegato per l’Emergenza rifiuti nella Regione Sicilia che, in merito, ha previsto come obbligatoria la gestione dei rifiuti in Ambito Territoriale Ottimale (A.T.O.). Le richiamate disposizioni hanno realizzato un vero e proprio trasferimento di funzioni con relativo mutamento nella titolarità del potere, che dai Comuni è “traslato”, in via amministrativa, in capo alla società d’ambito appositamente costituita. A riprova di ciò si consideri che i Comuni, al netto della particolare e discutibile ipotesi sopravvenuta dell’Ambito di Raccolta Ottimale (ARO) per l’eventuale affidamento disgiunto del servizio di raccolta dei rifiuti, non hanno la possibilità giuridica di “riacquisire” il servizio, sottraendosi alla società d’ambito e gestendolo in proprio, ipotizzando una gestione autonoma del servizio di raccolta dei rifiuti, pena il contrasto manifesto contrasto col principio della unicità della gestione integrata dei rifiuti previsto dall’art. 200, comma primo, lettera a), del d.lgs. n. 152 del 2006, secondo cui la gestione dei rifiuti urbani è organizzata, fra l’altro, sulla base del criterio del superamento della frammentazione delle gestioni attraverso un servizio di gestione integrata dei rifiuti. Peraltro, tale principio è stato recepito dal legislatore siciliano con la L.r. n. 9/2010.
Nulla vieta al Comune, in presenza di una fase di stallo in cui viene acclarata l’incapacità dell’ente preposto di assicurare il servizio, di colmare tale vuoto attraverso mirate e provvisorie ordinanze contingibili ed urgenti a tutela dell’igiene pubblica, ma siffatto provvedimento extra ordinem si giustifica solo in casi emergenziali, che certamente non possono essere programmati nè pianificati in tutti i territori comunali. In tale contesto, l’arco temporale di efficacia delle eventuali ordinanze sindacali dovrà necessariamente tenere conto del fatto che il mancato avvio della già costituita SRR è addebitabile ai medesimi Sindaci, i quali, se per quanto già detto sono abilitati, all’occorrenza, ad emettere provvedimenti extra ordinem, per altro verso sono obbligati ad utilizzare gli strumenti intra ordinem che l’ordinamento prevede e prescrive, primo fra tutti quello di far funzionare la nuova società d’ambito alla quale il legislatore ha affidato la gestione integrata del servizio.
Pertanto, l’uso di strumenti non propri dell’ordinamento, come quelli che i Sindaci si preparano massicciamente ad adottare in regime emergenziale, non può essere invocato per giustificare sine die la mancata tutela di importanti interessi pubblici (gestione integrata dei rifiuti in ambito territoriale ottimale) che il legislatore, paradossalmente, ha espressamente affidato alla cura associata e congiunta dei medesimi Sindaci attraverso la nuova SRR.
In assenza di una Regione, incapace di far funzionare il sistema di gestione dei rifiuti in Sicilia entro i 18 mesi utili concessi dallo Stato in regime emergenziale, l’unica Istituzione pubblica, alla quale possiamo rivolgere le nostre speranze, che dovrà farsi carico di contribuire ad una ridefinizione della geografia istituzionale in sede locale, assicurando la necessaria integrazione e cooperazione con il debole sistema delle autonomie locali, sembra essere il Prefetto, al quale auguriamo un buon lavoro.

http://www.vivienna.it/2015/07/11/enna-ordinanze-sindacali-per-scongiurare-lemergenza-rifiuti-il-prefetto-vigili/

Rifiuti, in Sicilia solo il 40% viene trattato a norma di legge

BRUXELLES CONFERMA LA VIOLAZIONE

Ambiente 11 luglio 2015

“La Commissione Europea in risposta ad una nostra interrogazione finalmente cala il velo di ipocrisia che fino ad oggi ha tenuto nei confronti della situazione delle discariche in Italia, ed in particolare in Sicilia, adeguandosi all’interpretazione univoca della normativa europea fornita dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea lo scorso ottobre con la sentenza sulla discarica di Malagrotta in Lazio”.

Così l’europarlamentare M5S Ignazio Corrao e la deputata pentastellata Claudia Mannino in merito alla risposta alla interrogazione alla Commissione Europea relativa al trattamento dei rifiuti e conferimento in discarica.

“Ad oggi, nonostante le nostre plurime denunce – sottolineano i deputati – non comprendevamo per quale motivo la Commissione Europea facesse finta di non vedere che la situazione condannata dalla Corte è la stessa in moltissime altre realtà sparse per l’Italia. E di certo la Commissione, garante dell’attuazione della normativa europea, non può permettersi un comportamento differente per situazioni analoghe. Abbiamo chiesto alla Commissione Europea con una interrogazione urgente di avviare immediatamente una procedura nei confronti dell’Italia per costringere la Sicilia ad interventi tempestivi con un cronoprogramma definito e pubblico. Lo stesso governo regionale ha ammesso che solo il 40% dei rifiuti siciliani ha un trattamento secondo legge, il resto finisce in discarica con enormi danni ambientali e connessi costi per la collettività. Anche alla luce di ciò – concludono i portavoce M5S – la Commissione dovrà inoltre spiegare perché nonostante la nostra denuncia del febbraio 2015, finora non è intervenuta”.

http://palermo.blogsicilia.it/rifiuti-in-sicilia-solo-il-40-viene-trattato-a-norma-di-legge/302870/

sabato 11 luglio 2015

Agrigento, netturbini "a rischio": la fumata è nera

Dal 16 luglio, con l’avvio del nuovo servizio, le imprese dovranno fare a meno di decine di lavoratori. Il bando infatti non offre la copertura finanziaria per tutti 1 5 AGRIGENTO. La soluzione non è stata trovata, farlo era impossibile considerando quanto la situazione sia complicata, ma almeno il tavolo tecnico è stato aperto e la mediazione della prefettura di Agrigento non è mai fuori luogo. Anzi. La vicenda dei circa 29 operatori ecologici licenziati perchè il bando dei rifiuti non prevede una copertura economica sufficiente, tornerà infatti sul tavolo del vice prefetto vicario Giovanna Termine e del prefetto Nicola Diomede, martedì prossimo per un nuovo incontro. E ieri, quasi a sorpresa, alla riunione c’erano proprio tutti. C’era il sindaco Lillo Firetto con l’assessore Mimmo Fontana, il dirigente Gaetano Greco e il segretario generale Pietro Rizzo c’era l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi e Vincenzo Terrasi della Sea. E poi i sindacati, Alfonso Buscemi ed Enzo Iacono della Cgil e Aldo Broccio e Nino Stella per la Uil.  Il nodo è di difficile soluzione. Da una parte ci sono i lavoratori che dal 16 luglio si troveranno senza lavoro, dall’altra le imprese che si sono aggiudicate l’appalto biennale con un ribasso del 30 per cento e che quindi non avranno risorse economiche sufficienti per garantire i livelli occupazionali dei propri dipendenti. In mezzo l’amministrazione comunale che, proprio in funzione di questo ribasso, si ritrova in cassa una somma importante di circa 1 milione e 700 mila che, a meno che non sia già stata impegnata, potrebbe essere utilizzata per far partire in fretta l’impiantistica, umido e altro, in modo da potere impiegare queste persone che rimangono senza un posto. Difficile inoltre, almeno dai primi commenti, che gli operatori ecologici possano accettare eventuali contratti di solidarietà, facendosi diminuire i propri stipendi per salvaguardare i livelli occupazionali.

Vertice al comune di Partinico su Ato Rifiuti Pa 1

I capigruppo consiliari del Comune di Partinico, hanno incontrato ieri, alla presenza del vertice dell’assise Filippo Aiello e dell’assessore all’igiene ambientale Giovanni Pantaleo, il Commissario Straordinario della società d’ambito ottimale Palermo 1, Giuseppe Terranova, per chiedere chiarimenti in merito alla situazione finanziaria in atto dell’azienda che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti in 12 comuni del comprensorio. Terranova, dal canto suo, alla luce del pignoramento in corso da parte dell’Ecoburgos e dello stato di agitazione da parte degli operai che non percepiscono lo stipendio da 5 mesi, ha preannunciato che domani, nel corso di un’assemblea dei sindaci, illustrerà un proposta per cercare di tamponare le problematiche in atto, fino al transito definitivo dei comuni alla Srr Palermo Area Metropolitana e all’avvio degli Aro. Intanto, da stamani, i lavoratori che da tre giorni, per protesta, a Partinico incrociavano le braccia, questa mattina sono tornati a svolgere regolare servizio, dopo un incontro avuto con lo stesso Commissario dell’Ato.

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Pirolisi

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Trattamento meccanico biologico (MTB)

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Dissociazione molecolare dei Rifiuti

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Discarica

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