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venerdì 21 novembre 2014

Pignoramento da 32 milioni di euro ATO PA1

Atto di pignoramento da 32 milioni di euro il cui decreto è stato notificato dal Tribunale a dodici enti locali. A vantare questo credito l’ex Amia nei confronti dei comuni soci dell’Ato Rifiuti Palermo 1. Il pagamento viene intimato entro 10 giorni dalla notifica.Una vera e propria tegola sia per i comuni che saranno costretti a bloccare i versamenti all’Ato, sia per la società in liquidazione che ha già convocato un’assemblea urgente dei sindaci.E’ quindi indispensabile pianificare interventi oltre che per risolvere il problema del pignoramento, anche per non interrompere la raccolta dei rifiuti nei comuni coinvolti, ma è chiaro che senza fondi il servizio di raccolta verrà inevitabilmente interrotto rischiando l’ennesima emergenza igenico-sanitaria.
http://www.teleoccidente.it/atto-di-pignoramento-da-32-milioni-di-euro-dallex-amia/

giovedì 13 novembre 2014

Marino contro Crocetta

«Rifiuti, la volta che fui convocato

da Lumia e Confindustria Sicilia»

L’ex assessore Marino: «Crocetta piegato agli industriali col placet di parte del Pd. Calleri e Lo Bello inadeguati»CATANIA - Torna, dopo essere stato messo alla porta. E frantuma la finestra di Palazzo d’Orléans. In mille pezzi. «Crocetta è condizionato dall’ingerenza di esponenti di Confindustria che continuano a garantirsi delle situazioni di vantaggio con il mero biglietto da visita dell’antimafia, privo di sostanza, e con il placet di parti della maggioranza e del Pd». Nicolò Marino, ex assessore ai Rifiuti “dimissionato” dal governatore, interviene duramente sul sistema delle discariche in Sicilia. Con accuse vecchie e nuovi retroscena. E con una tesi di fondo: «Il sistema dei rifiuti in Sicilia è sempre in mano alle stesse persone». La durezza dello scontro tra Marino e il governatore ha più volte toccato livelli altissimi. E qual è ora la nuova miccia? Il magistrato catanese torna alla carica dopo le dichiarazioni di Rosario Crocetta in un’intervista pubblicata sabato dal nostro giornale: «Aveva il chiodo fisso di Catanzaro (il vicepresidente di Confindustria Sicilia, imprenditore nel settore delle discariche, ndr) e non ha mai parlato del vero rapporto fra mafia e rifiuti che c’era altrove», ha affermato il presidente della Regione. Attribuendo a Marino «errori gravi di valutazione» in una sorta di continuità, in materia di rifiuti, con le scelte di Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo. Dalla difesa all’attacco, l’attuale presidente di una sezione del Tribunale penale di Roma si sciacqua la bocca: «Non mi sento accomunato a nessuno e rispetto la storia umana di Cuffaro e Lombardo, pur non condividendo ovviamente le scelte che li hanno portati alla loro situazione giudiziaria. Non capisco perché Crocetta cerchi sempre lo scontro con me. È una persona superficiale, ma non stupida: conosce perfettamente quello che io ho fatto».   La tesi di Crocetta è: sui rifiuti Marino guardava il dito, Catanzaro, e non la luna, ovvero Motta e Mazzarrà. È questo il motivo del vostro scontro?Il vero problema fra me e Crocetta era che nel mio operato, pur realizzando il programma di governo, io ho sempre tenuto davanti agli occhi le regole: quelle comunitarie - vedi i casi dell’eolico e del servizio idrico integrato - e quelle nazionali e regionali. Crocetta invece ha impostato il suo mandato come un monarca che non ha bisogno di rispettare gli ordinamenti comunitari e nazionali, facendo coincidere il suo dire con l’ordinamento in Sicilia. Crocetta voleva una testa di legno e non un assessore pensante, per riempire il gabinetto con persone di sua fiducia e gestire lui l’assessorato. Un modello che è riuscito a imporre alla Formazione con la Scilabra e soprattutto all’Ambiente con la Lo Bello. Ed è in quest’ultimo settore che ci sono i problemi sulle discariche, tant’è che tolgo l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale, ndr) da quell’assessorato e la porto all’Energia».   Per quale motivo?«Effettuato un controllo sulle discariche private mi rendo conto che erano stati autorizzati, senza che ne avessero diritto, almeno 3 milioni di metri cubi a Catanzaro e 2,6 milioni a Oikos. E inoltre era legge già dal 2003 prevedere un biostabilizzatore. I lavori della commissione speciale che ho voluto io evidenziano proprio questo, tant’è che apriamo i procedimenti amministrativi per la revoca di Oikos e per la rivisitazione di Catanzaro. Il direttore generale Gullo, mantenuto in carica sia da Crocetta sia dalla Lo Bello nonostante le mie durissime segnalazioni, scrive però in conferenza di servizi che la procedura è regolare. Dopo due giorni arrivano gli arresti di Proto e degli altri legati alla discarica di Motta. E a questo punto Gullo riscrive a Lupo, rimasto dirigente generale del mio assessorato dopo che io ero andato via, per dirgli: aspetta, rivediamo la procedura».   Ma il presidente Crocetta era a conoscenza di tutto ciò?«Io segnalo tutto a Crocetta, ma lui non fa nulla. Oltre allo stop alle autorizzazioni doveva esserci risarcimento alla Regione sia dai dirigenti che hanno sbagliato, sia dai privati che ne hanno beneficiato, in violazione di legge. Crocetta ha sempre saputo tutto. E continua a lasciare Gullo allo stesso posto».   Però la posizione dell’azienda di Catanzaro risulta regolare.«Io imposi con una serie di circolari la messa in regola delle discariche private. Catanzaro, che è il più furbo di tutti, presentò il piano richiesto. Ma nessuno esercita l’azione di risarcimento nei suoi confronti: sono milioni e milioni di euro. Io intervenni anche sulle tariffe imposte ai comuni, oltre che sulle stazioni di trasferenza. Un sindaco del Palermitano si lamentò sull’ubicazione scelta da Catanzaro. E sa qual è la cosa bella? Lumia mi mandò sia Catanzaro, sia il sindaco che si lamentava... ».   Però sembra che la sua sia una guerra personale contro Catanzaro.«Io mi scontro con lui perché è il primo ad attaccare il governo regionale duramente su un atto necessario, voluto da Crocetta, da me e da tutti gli altri per scongiurare l’emergenza rifiuti ripristinare la legalità sul ciclo integrato dei rifiuti, a partire da Bellolampo. Siamo stati noi a impedire che Palermo diventasse Napoli... ».   Ma Crocetta perché l’ha cacciata?«Non tollerava la mia autonomia né la fiducia che riscontravo fra tutti i soggetti del settore, sindacati compresi. Il nostro progetto era ben preciso: non nuovi impianti di pirolisi, ma con centri di compostaggio per ciascuna Srr e implementando le società di riciclo. Poi facciamo le tre gare per le piattaforme pubbliche di Gela, Enna e Messina. Quest’ultima perché sapevamo cosa stava succedendo a Mazzarrà. Anche Crocetta lo sapeva, ma non gli interessava. Con le gare scoppia un macello, perché i privati capiscono che le con le strutture pubbliche avrebbero avuto concorrenza. Sull’ipotesi di stop all’impianto di Gela, nel dicembre 2013, l’altro scontro con il dirigente Gullo. Ci riuniamo a Palazzo d’Orléans, ci sono anche la Lo Bello e il mio direttore Lupo. E lì Crocetta ha il barbaro coraggio di dire che Gullo era stato tratto in inganno da un suo funzionario. In quell’occasione ho lo anche scontro più duro con la Lo Bello, che ritengo persona assolutamente inadeguata. E infatti è finita alla Formazione al posto della Scilabra... ».   Su Mazzarrà lei ha chiuso un occhio, secondo la tesi di Crocetta.«Nelle ordinanze delle Procure di Palermo e di Barcellona Pozzo di Gotto emerge con chiarezza il lavoro fatto da me e dalla commissione che ho voluto, presieduta dal mio vicecapo di gabinetto Buceti. E potete escludere che il signor Calleri, che mi è succeduto e che non ho mai avuto il piacere di conoscere, inadeguato anche più della Lo Bello, sia stato messo lì da Crocetta per avere un simulacro e continuare a gestire tutto? E poi ripeto: Crocetta non vuole essere offuscato da nessuno, vuole sempre fare la primadonna. E la mia presenza lo offuscava».   Lei continua a parlare di ingerenze di Confindustria. Ma quali sono le prove?«Il direttore Lupo, che da quando vado via io non si sente più garantito anche perché aveva visto quello che stava succedendo con Calleri, doveva essere sostituito dal direttore del Genio civile di Palermo, Munafò, persona perbenissimo. E invece viene scelto un direttore dell’area agrigentina, Armenio. Ad Agrigento vi è Catanzaro, ma anche un’importante autorità nel settore, che è il presidente della commissione Ambiente del Senato. Sarà pure un caso, ma quando Catanzaro scrive, lo fa al presidente della commissione Ambiente del Senato, che a quanto ho capito è in sintonia politica con lui».   Ma questa coincidenza geografica è piuttosto debole rispetto alla durezza dei suoi attacchi a Catanzaro.«Catanzaro è la punta dell’iceberg che cercava di impedire, sotto il profilo giuridico, che la Regione si dotasse di strumenti normativi che le consentissero di fare piattaforme pubbliche. Ma è lui assieme a Montante... ».   Che c’entra Montante?

 

«Le racconto un aneddoto. Sul “Fatto Quotidiano” escono alcuni articoli. Uno molto critico sul procuratore Lari quando dice che Montante è il simbolo della legalità. Io critico Lari, ricordandogli anche che lui aveva tessuto le lodi di Alfano, ministro che propose leggi poi dichiarate incostituzionali, e richiamandolo al suo dovere. Non dimenticate che io e Lari eravamo a Caltanissetta assieme e che entrambi sappiamo chi è Montante. Poi quando convertono in legge il ddl sull’emergenza rifiuti, mettono la mia nota contro Catanzaro. E a quel punto mi chiama Lumia, pochi giorni dopo la pubblicazione di quell’articolo sul “Fatto”. Era un lunedì e mi chiede se potevamo vederci a Palermo. Io gli rispondo che ci sarei stato l’indomani e che ero a Catania. “No. Io, Antonello e Ivan ti dobbiamo parlare con urgenza”, mi disse. Alle nove di sera ci siamo visti all’hotel Excelsior di Catania. L’esordio del signor Montante è che egli mi ritiene il regista degli articoli del “Fatto Quotidiano” e aggiunge l’espressione: “Se dobbiamo fare la guerra a colpi di dossier, tu me lo devi dire. E la devi smettere di sguinzagliare Buceti (vicequestore in aspettativa per entrare nel gabinetto di Marino, ora tornato alla Dia, ndr) per raccogliere elementi a mio carico”».   E lei cosa rispose?«Primo: non ti permetto di utilizzare questo tono. Secondo: ti conosco talmente bene che non ho bisogno di sguinzagliare nessuno. Quella fu una discussione durissima. Se vogliono, Montante, Lumia e Lo Bello smentiscano questa circostanza».   Gli altri presenti cosa fecero?«Quando si aprì lo scontro fra me e Montante, Lo Bello rimase in silenzio e Lumia a un certo punto tentò di mediare perché forse capì che Montante aveva esagerato».   Lei raccontò a Crocetta l’accaduto?«Il giorno dopo vado a Tusa e informo Crocetta, in presenza dello stesso Buceti, dell’episodio. Dicendo che nessuno si doveva assolutamente permettere di provare a condizionare l’operato dell’assessorato. Crocetta, a pranzo, per tutta risposta... cambia discorso. È l’inizio della fine. È chiaro che lui ha il problema di qualcuno di Confindustria che gli ha chiesto la mia testa. Non può dire di no perché Confindustria ha supportato le sue campagne elettorali a Gela, a Bruxelles e alla Regione».   Che giudizio dà sul nuovo assessore al Territorio e ambiente, Maurizio Croce?«Un fuoriclasse, una delle scelte più azzeccate per la sua competenza in materia. E non potrà consentire un uomo inadeguato come direttore generale».  
http://www.lasicilia.it/articolo/rifiuti-ecco-chi-sono-i-padroni-sicilia-l-atto-d-accusa-dell-ex-assessore-marino-0

martedì 11 novembre 2014

Tari 2014: garage, autorimesse, box, cantine e soffitte. Niente si salva dalla tassa sui rifiuti: lo dice la Cassazione

Tari 2014, mentre i Comuni sono pronti a mettere le mani nelle tasche dei loro cittadini con la nuova tassa sui rifiuti, arriva la Cassazione a estendere ulteriormente la portata del tributo. Non solo case e negozi, infatti, saranno soggetti alla Tari, ma anche garage, autorimesse, box, cantine e soffitte.
Tari 2014, l’odissea è appena iniziata? Sembrerebbe proprio di sì: grazie all’ampiezza semantica del tributo istituito con la legge di Stabilità del 2013, estesa a qualsiasi tipo di immobile potenzialmente in grado di produrre rifiuti, i Comuni potranno scatenarsi in una furia impositiva praticamente senza precedenti. Infatti, anche garage, autorimesse, box, cantine e soffitte sono soggette alla Tari: lo ha stabilito la Corte di Cassazione, attraverso l’ordinanda 19469 del 15 settembre scorso.

La portata della Tari: dagli immobili vuoti in poi

Che qualcosa di ambiguo si celasse dietro la formulazione delle Tari noi lo raccontiamo già da tempo, fin dalla nota querelle sulla possibilità chedovesse essere pagata anche per le case vuote (dove per vuote si intende anche prive di mobili e di allacci alle utenze domestiche necessarie per la sopravvivenza). Tutta colpa dell’articolo 14 del dl 201/2011, il quale ha stabilito chedevono essere tassati tutti gli immobili “suscettibili” di produrre rifiuti urbani. Una dicitura piuttosto ampia, e presa molto sul serio dai giudici di Piazza Cavour, che hanno deciso di porre a carico dei possessori di garage e affini la “presunzione” di produzione di rifiuti, senza considerare l’impossibilità di alcuni tipi di locali nel produrli, per loro natura o per l’uso a cui sono destinati.

La Cassazione dà una mano ai Comuni

Ciò che è certo, è che i giudici hanno trovato modo di dare una generosa mano ai Comuni (ma un po’ meno ai contribuenti italiani): le casse degli enti locali languono, e dopo l’ulteriore stretta ai trasferimenti statali prevista nella legge di Stabilità le cose non prevedono di migliorare a breve. Una pronuncia che ribalta precedenti decisioni in merito (si veda, ad esempio, quella della commissione tributaria regionale della Sicilia, sezione staccata di Catania, che nel 2011 con la sentenza n. 483 sostenne che non fosse plausibile la produzione di rifiuti da parte dei garage).Di certo, per ora, è che la decisione della Cassazione rischia di tramutarsi nell’ennesima stangata a carico degli italiani.
http://www.forexinfo.it/Tari-2014-garage-autorimesse-box

lunedì 10 novembre 2014

Messina: Emergenza Rifiuti. Piano straordinario del Comune

“La chiusura anticipata della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, a seguito del sequestro preventivo disposto dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, apre una fase emergenziale nuova e difficile”: inizia così il documento inviato dall’assessore all’Ambiente, Daniele Ialacqua, a Messinambiente spa, all’ATO3, alla SRR ed al dipartimento Ambiente, al fine di proporre un’accelerazione nei progetti e negli interventi già previsti ed in parte già avviati, per ottimizzare il ciclo dei rifiuti ed attuare azioni di riduzione, riuso, riciclaggio dei rifiuti in attesa che si perfezionino a livello regionale i percorsi amministrativi relativi al progetto “porta a porta” ed alla piattaforma di Pace, che consentiranno di chiudere all’interno del territorio comunale i servizi di raccolta e trattamento dei rifiuti prodotti. “Nel ricordare che l’Amministrazione comunale ha sposato la ”Strategia rifiuti Zero”, condivisa anche dal Consiglio comunale con la deliberazione del 20 dicembre 2013, – sottolinea l’assessore Ialacqua – si ritiene necessario avviare da subito un Piano straordinario di riduzione, riuso e raccolta differenziata spinta dei rifiuti”. I dieci punti chiave individuati, da attuare ciascuno secondo competenza, sono il rilancio della campagna d’informazione per attivare comportamenti virtuosi che puntino alla riduzione, al riuso ed al riciclaggio dei rifiuti e rendere operativo l’Osservatorio/Consulta comunale Rifiuti Zero; il potenziamento dell’efficienza della raccolta differenziata sia tramite i cassonetti filo strada che tramite le isole ecologiche; l’attuazione in via preliminare dei progetti di raccolta differenziata porta a porta domestica in alcuni quartieri così come già concordato (Torre Faro, Ganzirri, S. Lucia sopra Contesse, ecc…), ed il potenziamento del “porta a porta” commerciale; l’attuazione di interventi di riduzione dei rifiuti così come proposti dalla Rete Rifiuti Zero; la dislocazione sul territorio dei cosiddetti “Minicam”, in dotazione all’ATO3, moltiplicando così la presenza di micro-isole ecologiche anche in villaggi lontani dalle isole ecologiche esistenti; favorire il diffondersi di pratiche di compostaggio individuale e collettivo e potenziare la raccolta differenziata, già avviata,  degli sfalci d’erba e dei materiali da potatura da destinare ad appositi impianti; l’attivazione con procedure d’urgenza dell’impianto di valorizzazione della frazione secca dei rifiuti ubicato a Pace e recentemente collaudato; l’individuazione sul territorio comunale di siti rispondenti ai termini di legge per allestire impianti di compostaggio, intercettando finanziamenti regionali specifici; il perfezionamento della progettazione del “revamping” del digestore dell’impianto di depurazione di Mili al fine del trattamento della componente umida dei rifiuti e l’accertamento della possibilità/utilità di coinvolgere sperimentalmente, per periodi determinati, operatori privati per  specifiche componenti di rifiuti ed in determinate aree cittadine. “In tempi brevi – conclude Ialacqua – sarà convocato un incontro, al fine di varare il Piano straordinario di riduzione, riuso e raccolta differenziata spinta dei rifiuti, integrandolo con le proposte e le iniziative che saranno avanzate”.
http://www.cmnews.it/notizie/sicilia/messina/107219-messina-emergenza-rifiuti-piano-straordinario-comune/

Rifiuti, in Sicilia la situazione terrificante


Crocetta: «Occorre invertire subito la rotta»

«In Sicilia c’é anche l’emergenza discariche. Esplodono le contraddizioni di sempre, le questioni legate al rapporto che c’é tra criminalità e rifiuti e soprattutto paghiamo il fatto che negli anni passati tutta la politica delle discariche é stata incardinata su privati, persino discutibili. Ci troviamo di fronte ad una situazione terrificante».Lo ha affermato il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta a Catania parlando con i giornalisti prima di incontrare, nella sede della Regione, i prefetti dell’Isola. Il vertice, era inizialmente previsto a Palermo per l’emergenza discariche ma è stato poi spostato a Catania ed allargato anche ai danni provocati dal maltempo per fare un punto della situazione.«Come Governo - ha continuato - vorrei capire con i prefetti, con l’assessorato Energia e Rifiuti e con la Protezione civile se ci sono discariche già nei piccoli paesi che potrebbero rendere autosufficienti questa realtà senza essere costretti magari a pagare centinaia di migliaia, e in alcuni casi anche milioni, di euro per il trasporto dei rifiuti».«Su tutto questo - ha concluso Crocetta - bisogna invertire la rotta ma le emergenze vanno affrontate subito e soprattutto prima che si verifichino veramente».
http://www.lasicilia.it/articolo/rifiuti-sicilia-la-situazione-terrificante-crocetta-occorre-invertire-subito-la-rotta

Srr Ragusa

http://www.insulareport.it/attualita/item/6312-sospetti-di-anomalie-nel-piano-d-ambito-della-srr-a-ragusa-nota-di-ragusaattiva5stelle.html

giovedì 6 novembre 2014

Srr Enna: Presidente Caccano si asterrà, al palo piani di intervento e piano d’ambito

Scaduto l’incarico di tutti i Commissari straordinari dei Liberi Consorzi delle ex Province di Sicilia, e stante la correlazione esistente tra le cariche dei Commissari e di componenti dei vari Consigli di Amministrazione, il Commissario ennese presidente della SRR ha posto apposito quesito al Dipartimento di Palermo chiedendo se la decadenza dalla carica di rappresentante del Libero Consorzio non comporti problemi in ordine al mantenimento delle cariche rivestite nella SRR. Pertanto il Commissario Salvatore Caccamo (nella foto) in attesa del chiarimento al fine di non pregiudicare o ritardare l’operato della Srr si asterrà dall’adottare atti in veste di Presidente. Nel contempo ricordando che vi sono termini perentori e vicini nel tempo per l’adozione, da parte della SRR, di atti propedeutici della gestione del servizio di raccolta differenziata e degli impianti della società, invita i componenti della Società (nd.d.r.: i Sindaci) a portare a compimento le procedure avviate.Intanto, mancano meno di quindi giorni alla consegna da parte dei comuni della provincia, escluso Piazza Armerina, dei piani di intervento vale a dire di quei piani che dovrebbe analiticamente e finanziariamente dire quanto consta per ogni comune il costo del servizio di raccolta dei rifiuti dove la raccolta differenziata dovrebbe avere un ruolo importante. Attraverso la sommatoria di tutti i piani di interventi dovrebbe essere varato il piano d‘Ambito dell’intera provincia. La scadenza per la presentazione è il prossimo 19 novembre ma sino a questo momento sono appena tre i comuni che questo piano d’intervento lo hanno presentato, gli altri comuni glissano o chiedono tempo, anche se questo si è notevolmente assottigliato e si rischia che il 19 non possa andare in porto la elaborazione del Piano d’Ambito che dovrebbe essere la sintesi dei piani di intervento. La costituzione della nuova società di rifiuti scivola alla fine di dicembre e sino a questo momento poco o niente si è fatto in questo senso, la costituzione della nuova società cammina molto lentamente perché a monte c’è un Ato Rifiuti che è oberato da una montagna di debiti, che possiede difficoltà organizzative notevoli, che ha problemi per quanto riguarda il personale e di conseguenza degli esuberi, senza contare che già ci sono manifestazioni di scissione da parte di qualche comune che vorrebbe uscirsene dall’Ato Rifiuti per evitare le tante complicazioni che stanno venendo fuori a causa di una gestione ballerina e senza logica. Lo stesso ritardo nella presentazione dei piani di intervento condiziona la stessa vita dell’Ato, che vorrebbe prima della costituzione della nuova società di rifiuti definire tutto quello che c’è da definire in modo che il passaggio possa il meno traumatica possibile, ma sino ad ora tutto questo non è stato possibile.Una riunione dell’assemblea dei sindaci la prossima settimana ci dovrebbe essere per trattare diversi argomenti molto importanti, non ultimo la presentazione dei piani d’intervento di tutti i comuni.

http://www.vivienna.it/2014/11/05/srr-enna-presidente-caccano-si-asterra-al-palo-piani-di-intervento-e-piano-dambito/

Monreale, la protesta dei dipendenti Ato, Lo Coco: “Stranezze nel passaggio alla Srr”

I sindacati tranquillizzano: “Sarà garantito il passaggio a tutti i lavoratori”Protesta dei dipendenti Ato stamattina a Monreale. Non solo il mancato pagamento delle ultime due mensilità, ma anche le ombre sul passaggio dei lavoratori dall’Ato alla Srr ed all’Aro. I 277 dipendenti monrealesi dell’Ato sono in fibrillazione. Dagli accordi, gli oltre 50 amministrativi dovrebbero transitare tutti nella Srr, mentre gli operatori (compresi autisti, addetti allo spazzamento e operatori ecologici), andranno a comporre il nuovo Aro monrealese che, secondo quando deciso dalla Giunta comunale, sarà affidato ad una ditta privata che avrà l’obbligo di assumere tutto il personale. Saranno pochissimi i prepensionamenti, numeri che stanno in una, massimo due mani. Quindi il nuovo parco dell’Aro conterà oltre duecento dipendenti e dovrebbe costare dai 5 ai 6 milioni di euro l’anno. In questi giorni, però, le voci si rincorrono. Tanto che i dipendenti hanno chiesto ai sindacati di convocare una riunione per capirne di più. Sulla vicenda è intervenuto l’assessore Pippo Lo Coco: “Ritengo sia indiscutibile che tutti quanti debbano transitare alla nuova società. Da ex dirigente sindacale so che non possono esistere lavoratori di seria A e lavoratori di serie B. Purtroppo oggi all’ABA per i lavoratori non c’è questa garanzia, se si considera che dalla vecchia società sono stati distaccati alla SRR pochi dipendenti in una  maniera che non è dato sapere neanche ad un comune socio. Chiedo ancora una volta pertanto spiegazioni al presidente della SRR e lo invito ad uscire dal silenzio che caratterizza la sua presidenza. Voglio che i lavoratori sappiano che l’amministrazione di Monreale farà la sua parte perché vengano garantiti gli stipendi cosi per come abbiamo fatto sino ad oggi e rispettati gli accordi sindacali”.Gli accordi, stipulati nel 2013, prevedono che i dipendenti cessino il loro rapporto di lavoro presso l’Ato, per essere poi assunti dalla nuova società che si occuperà della raccolta e gestione rifiuti del monrealese. - See more at: http://www.monrealepress.it/mp-monreale-la-protesta-dei-dipendenti-ato-lo-coco-ldquo;stranezze-nel-passaggio-alla-srrrdquo;-6025.asp#sthash.QjNlWjfH.dpuf

http://www.monrealepress.it/mp-monreale-la-protesta-dei-dipendenti-ato-lo-coco-ldquo;stranezze-nel-passaggio-alla-srrrdquo;-6025.asp

mercoledì 5 novembre 2014

Lavoratori ATO PA1 e cittadini devono sapere cosa succederà se passa l’ARO di Lo Biundo

Venerdì abbiamo distribuito questo volantino ai lavoratori ATO nella sede operativa di via Ungaretti.LETTERA APERTAAI LAVORATORI DELLA SOCIETA’ SERVIZI COMUNALI INTEGRATI – ATO PA 1 E ALLE LORO RAPPRESENTANZE SINDACALICon la totale mancanza di onestà intellettuale che lo contraddistingue, il Sindaco di Partinico in ogni possibile occasione ha dichiarato, soprattutto a voi lavoratori, che il Partito della Rifondazione Comunista ed il Gruppo consiliare “Cambiamo Partinico” avrebbero come obiettivo, tra le tante altre cose, anche il licenziamento di tanti lavoratori, compresi quelli della Temporary.Abbiamo più volte spiegato all’opinione pubblica come le sue fossero farneticanti e sconsiderate menzogne. Oggi riteniamo opportuno porre fine a questa continua diffamazione, rivolgendoci direttamente a voi e alle vostre rappresentanze sindacali, al fine di ristabilire un’inoppugnabile verità: se dovesse passare la linea dell’Amministrazione Lo Biundo, che anche con il progetto dell’ARO affiderebbe ad imprese esterne il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, allora sì che il vostro posto di lavoro sarebbe realmente in gravissimo pericolo.D’altronde in questi anni – e voi ne siete testimoni – l’alto costo del servizio per tutta una serie di ragioni ha messo a rischio il vostro lavoro (il salario ad esso connesso, i mezzi e gli strumenti con cui svolgerlo, etc), compromettendo non solo la qualità del servizio stesso, ma comportando anche la crescente lievitazione della tariffa divenuta insopportabile e impossibile da sostenere per tanti cittadini contribuenti (e voi e le vostre famiglie siete tra questi) che, giustamente, sono indignati ed esasperati. Ovviamente tutto questo non può addebitarsi alla vostra volontà e al vostro impegno come lavoratori, che in questi anni c’è sempre stato, ma è causa di chi ha guidato la società nelle diverse forme ed articolazioni giuridiche che ha nel tempo assunto, con la complicità di tanti sindaci dei Comuni facenti parte dell’ATO PA1.Allora, quali sono le ragioni di queste oggettive difficoltà che mettono a definitivo repentaglio il vostro futuro? La questione è abbastanza semplice e la indicano perfino i revisori dei conti del Comune di Partinico (Dott.ri: Domenico Lo Baido, Patrizia Inzerillo, Saverio Di Trapani) quando scrivono nella loro Relazione al Bilancio Consuntivo 2013 a pagina 43:Dunque non è possibile mantenere il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti né con gli attuali costi e neppure con quelli previsti dall’Amministrazione Lo Biundo nel suo progetto di ARO, per il semplice fatto che il Comune di Partinico riesce a ricavare dalla tassa per il servizio di raccolta rifiuti poco più di 3 milioni di euro e forse anche meno.E’ indubbio che i nostri concittadini, anche se volessero, NON POSSONO PIU’ pagare costi così esorbitanti. Dunque, bisogna ridurre i costi generali e, di conseguenza, la stessa tariffa per farla diventare sopportabile e sostenibile. Quindi bisogna progettare una gestione che tenga conto al contempo delle necessità e delle possibilità di pagamento dei cittadini, SENZA TAGLIARE ALCUN POSTO DI LAVORO, ANZI ASSICURANDO LA STABILITA’ E LA CERTEZZA DEL SALARIO E NON LA SUA PRECARIETA’, OLTRE CHE UNA POSSIBILE ED EFFICACE GESTIONE DEL SERVIZIO.

Perché questo sia possibile è necessario respingere il progetto di ARO dell’Amministrazione Lo Biundo presentato ed approvato dalla Regione (che nasconde interessi che quanto prima si renderanno comprensibili) e sostenere quello da noi proposto(VEDI il Dossier “Da Ato ad Aro: cambiare poco per non cambiare nulla?”) che si fonda sullagestione diretta del servizio con la costituzione di un’AZIENDA SPECIALE A GESTIONE COMUNALE SENZA FINALITA’ DI LUCRO.

Si tratta, ovviamente, di ricevere un diverso salario (assimilabile al contratto dei dipendenti comunali), sicuramente inferiore all’attuale, MA ASSOLUTAMENTE STABILE E SICURO NEL TEMPO. Così e soltanto così i lavoratori del servizio potranno avere la assoluta certezza del loro futuro lavorativo e la serenità per costruire la loro vita e quella delle loro famiglie, senza ansie e preoccupazioni. E solo così, di conseguenza, si potrà avere una città pulita e decorosa

http://cambiamopartinico.wordpress.com/2014/11/02/lavoratori-ato-e-cittadini-devono-sapere-cosa-succedera-se-passa-laro-di-lo-biundo/

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Pirolisi

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Trattamento meccanico biologico (MTB)

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Dissociazione molecolare dei Rifiuti

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Discarica

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ora si che è ben confinato!

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