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domenica 7 febbraio 2016

giovedì 31 dicembre 2015

Buon anno a tutti i lettori di Rifiuti Sicilia

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        BUON ANNO :)
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martedì 22 dicembre 2015

Senza stipendio da quattro mesi, qual'è la soluzione per i 10 mila dipendenti Ato

PALERMO.  Da quattro mesi sono senza stipendio i lavoratori dell'Ato in Sicilia, le società in liquidazione che gestiscono il sistema di raccolta dei rifiuti in Sicilia . Nella provincia di Palermo anche la beffa.... alcuni lavoratori fortunati della stessa società d'Ambito ATO PA1 sono pagati dai Comuni stessi dove svolgono l'attività lavorativa, tutto il resto no.

SCIACCA. Gli operai della Sogeir impegnati a Sciacca hanno riscosso la mensilità di novembre e quelli che svolgono il servizio di raccolta dei rifiuti a Ribera oltre a questo stipendio anche la tredicesima mensilità. Negli altri Comuni dell'Ato, invece, la Sogeir non ha ancora pagato queste spettanze e insorge il sindacato.

«Non si possono fare due pesi e due misure - dice Enzo Iacono, della Funzione pubblica Cgil - perché i lavoratori vanno pagati alla stessa maniera. Mi fa piacere che i Comuni di Ribera e Sciacca, in particolare il primo, riescono ad essere molto celeri nei pagamenti alla Sogeir, ma la società non può pagare i lavoratori sulla base di quanto riceve dai singoli comuni. Negli altri 15, infatti, il servizio viene svolto allo stesso modo e ci sono lavoratori che mi hanno riferito di essere in condizioni economiche così disagiate da avere difficoltà a racimolare i soldi della benzina per raggiungere il luogo di lavoro. Mi riferisco, in particolare, a quelli che viaggiano. Domani (ndr, oggi per chi legge) incontrerò il commissario Sogeir per rappresentare questa situazione e chiedere parità di trattamento nel pagamento degli stipendi». Iacono, comunque, esclude uno sciopero anche se sottolinea il rischio che singoli lavoratori possano fermarsi per questo stato di cose.

La Cgil, intanto, ribadisce di non condividere la linea dell'amministrazione comunale di Sciacca che vuole procedere all'esternalizzazione del servizio e che aupica una gestione in house. Dovrebbe essere cioè il Comune a mattersi a capo della macchina ed occuparsi della raccolta, compresi uomini e mezzi.


Si chiede come sia possibile che i Comuni non paghino l'ATO, lamentando la mancanza di fondi nelle casse e poi si pagano operai e servizi per i fatti propri.

Si apre un altro fronte alla Regione. Nel mirino sono finiti gli affidamenti diretti fatti sfruttando l’articolo 191 del decreto legislativo 152 del 2006. È quello che dà mano libera in caso di emergenze che mettono a rischio la salute pubblica: ciò che normalmente accade quando si blocca il servizio di raccolta e i rifiuti restano per giorni sulle strade.
La Contrafatto lo illustra così: "In Sicilia accade di frequente che i sindaci non paghino le quote di propria competenza agli Ato". A quel punto però l’Ato non può pagare i dipendenti e i fornitori.

Rifiuti, nel mirino gli incarichi affidati senza gare dai Comuni - Giornale di Sicilia

Rifiuti, nel mirino gli incarichi affidati senza gare dai Comuni - Giornale di Sicilia



Sfruttando le emergenze si opta per i servizi diretti. Segnalazioni all’autority di Cantone, alle Procure e alla Corte dei Conti. Il rebus delle piante organiche

Vania Contrafatto, Sicilia, In Sicilia così
PALERMO. Sfruttare le pieghe delle leggi che regolano le emergenze per affidare senza gara il servizio di raccolta dei rifiuti e aggirare le norme anticorruzione. In Sicilia è un escamotage che coinvolge sempre più Comuni e che provoca la duplicazione di costi da coprire poi con fondi pubblici: per questo motivo l’assessore Vania Contrafatto ha denunciato il caso a Raffaele Cantone e alle Procure della Repubblica e della Corte dei Conti.

Sono già 74 i sindaci su cui l’assessorato ha acceso i riflettori. Si apre un altro fronte alla Regione. Nel mirino sono finiti gli affidamenti diretti fatti sfruttando l’articolo 191 del decreto legislativo 152 del 2006. È quello che dà mano libera in caso di emergenze che mettono a rischio la salute pubblica: ciò che normalmente accade quando si blocca il servizio di raccolta e i rifiuti restano per giorni sulle strade.

Il punto è che a quel punto si è già messo in moto un circolo vizioso che moltiplica i costi per la Regione e i Comuni. La Contrafatto lo illustra così: «In Sicilia accade di frequente che i sindaci non paghino le quote di propria competenza agli Ato. A quel punto però l’Ato non può pagare i dipendenti, che normalmente scioperano lasciando le città invase dai rifiuti».

Da qui nasce l’emergenza. Che normalmente ogni sindaco affronta con ordinanze d’urgenza che funzionano come un tasto reset di fronte a tutte le norme che regolano gli appalti. E qui la faccenda si fa più ingarbugliata.



Terza Edizione del Bando Comieco - Anci: aperte le iscrizioni


Comieco - in accordo con ANCI - rinnova il Bando per l’acquisto di attrezzature per sostenere lo sviluppo della raccolta differenziata di carta e cartone in Italia con un contributo di 3 milioni di euro.

L’obiettivo del Bando è quello di incrementare quantità e qualità della raccolta nei Comuni medio-piccoli che abbiano registrato performance molto al di sotto della media nazionale con un finanziamento, erogato da Comieco a fondo perduto, che potrà essere utilizzato dalle amministrazioni comunali per l’acquisto di nuove attrezzature necessarie ad effettuare o a migliorare il servizio di raccolta differenziata della carta e del cartone (cassonetti, campane, bidoni, sacchetti di carta, etc).

CLICCA LINK SOTTOSTANTE

http://www.comieco.org/il-nostro-ruolo/l-attivita-dei-convenzionati/news/terza-edizione-del-bando-comieco---anci-aperte-le-iscrizioni.aspx#

lunedì 30 novembre 2015

In Sicilia, nella raccolta rifiuti, ci sono lavoratori di serie “A” e di serie “B”?

NELL'ATTESA CHE CAMBI QUALCOSA, VISTO CHE CI SI RITROVA NON SOLO A NON ESSERE PAGATI DA QUATTRO/CINQUE MESI MA ANCHE LA BEFFA CHE NEGLI STESSI ATO LAVORATORI DI SERIE "A" SONO PAGATI E LAVORATORI DI SERIE "B" NO.........CHE CABI QUALCOSA E PRESTO
A Godrano e non solo, piccolo Comune della provincia di Palermo, ci sono quattro lavoratori che si occupano della raccolta di rifiuti che non vengono pagati da quattro mesi. Ci soffermiamo su questa vicenda perché, a nostro modesto avviso, è paradigmatica di una Sicilia nella quale, su questa materia, l’incertezza regna sovrana. Ricordiamo che, con l’avvento degli ATO rifiuti, che risale ai primi anni del 2000, sono state effettuate circa 13 mila assunzioni in tutta la Sicilia. 13 mila persone, assunte senza concorso, con la scusa che gli ATO sono società composte da Comuni. Peccato, però, che questi dipendenti, assunti senza concorso, sono stati pagati con il denaro pubblico! Ma prima di addentrarci nel ginepraio delle assunzioni negli ATO rifiuti vediamo cosa succede a Godrano. Dov’è addirittura intervenuto il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Sicilia: “Nonostante la pronuncia del TAR, che conferma la validità del prelievo delle somme dalle ‘casse’ del Comune da parte del commissario ad acta per il pagamento degli stipendi dei lavoratori del Coinres, le retribuzioni non vengono ancora pagate e il ritardo è giunto a ben undici mesi”. Così si esprime Alessandro Miranda, segretario provinciale Fit Cisl Ambiente, intervenendo sulla vicenda dei quattro lavoratori Coinres del Comune di Godrano da ben undici mesi senza stipendi. “Il TAR – leggiamo sempre nel comunicato del sindacalista – ha risposto al ricorso dello stesso Comune, confermando il prelievo: a questo punto, troviamo l’atteggiamento dei funzionari e amministratori che continuano a bloccare i pagamenti, assolutamente illegittimo. Sia chiaro che non consentiremo che questa situazione vada avanti – conclude Miranda – se così sarà infatti presenteremo una denuncia non generica nei confronti dell’ente, ma dettagliata con i nomi dei funzionari e di tutti coloro che stanno impendendo il rispetto di un diritto sacrosanto, quello dei lavoratori di percepire gli stipendi ormai da quasi un anno”. Sul fatto che i lavoratori abbiano diritto allo stipendio non abbiamo dubbi. Ci chiediamo, però: com’è nato questo ‘diritto’? I lavoratori di Godrano hanno superato un concorso pubblico o sono stati assunti per chiamata diretta dal Coinres? La domanda non ci sembra secondaria. Perché se sono stati assunti dal Coinres – e non dal Comune di Godrano – dovrebbe essere il Coinres e non il Comune di Godrano a pagare questi dipendenti. O forse chi è stato assunto dagli ATO rifiuti viene considerato, automaticamente, dipendente pubblico? Ma a noi hanno insegnato che dipendenti pubblici si diventa dopo aver superato un concorso: non lo diciamo noi: lo dice la Costituzione del nostro Paese. Detto questo, lungi da noi voler creare problemi ai quattro lavoratori di Godrano. C’è però, un principio che non possiamo nascondere per convenienza di parte. Chiediamo e ci chiediamo: tutt’e 13 mila dipendenti degli ATO rifiuti della Sicilia debbono essere considerati dipendenti pubblici? Lo chiediamo perché ci sono aziende private, che operano nel settore della raccolta differenziata dei rifiuti, che non ci sembrano godano della stessa attenzione e della stessa considerazione che i sindacati riservano ai dipendenti degli ATO rifiuti. Gli ATO rifiuti – l’abbiamo già sottolineato – sono società tra Comuni. Oggi in liquidazione, ma pur sempre società. Ed è proprio lo status di società che ha consentito agli ATO rifiuti di assumere, per chiamata diretta, 13 mila persone circa. Detto questo, perché, agli occhi dei sindacati, queste 13 mila persone vanno tutelate e le tutele non debbono essere estese ai dipendenti delle società che operano nella raccolta differenziata dei rifiuti? Tra l’altro, lo ricordiamo per onestà di cronaca, sono veramente poche le esperienze, mettiamola così, ‘ecologiche’ degli ATO rifiuti, se è vero che i rifiuti raccolti dagli ATO, nella stragrande maggioranza dei casi, finiscono nelle discariche, che in Sicilia sono in buona parte fuori legge. Mentre i lavoratori che operano nella raccolta differenziata, piaccia o noi ai sindacati, lavorano nel rispetto della legge e, soprattutto, nel rispetto dell’ambiente e della salute umana.

lunedì 23 novembre 2015

RICORSO ACCOLTO Messina contro la Regione per l’ecotassa sulla differenziata: il Tar da’ ragione a Palazzo Zanca

Un mese fa l'amministrazione Accorinti aveva deciso di mettere nelle mani dell'avvocato Arturo Merlo l'ordinanza del 14 luglio della Regione che tra le altre cose prevedeva un drastico aumento per i Comuni che non raggiungono una certa soglia di differenziata. Era stato considerato un provvedimento ingiusto e penalizzante, il Tra ha accolto il ricorso e sospeso l'ordinanza.
Messina aveva deciso di dichiarare guerra alla Regione sul fronte dei rifiuti. Un mese fa Palazzo Zanca ha portato sui tavoli del tribunale amministrativo l’ultima ordinanza siglata dal presidente Rosario Crocetta per la gestione rifiuti mettendo tutto nelle mani del Tar. E’ stato presentato un ricorso contro quel provvedimento datato 14 luglio 2015 e ed è toccato all’avvocato Arturo Merlo impugnare l’atto con cui la Regione ha prorogato ancora la gestione emergenziale del difficilissimo comparto rifiuti . L’amministrazione Accorinti si è schierata contro la cosiddetta “ecotassa” contenuta nell’ordinanza regionale, una novità introdotta dal presidente Crocetta e che avrebbe fortemente penalizzato i Comuni siciliani che non raggiungono determinate quote di differenziata, quote che al momento in Sicilia sono praticamente impensabili. E il Tar ha dato ragione al Comune di Messina che così diventa il primo ente locale siciliano ad avere ottenuto uno stop all'ingiusto aumento dell'ecotassa previsto dall'ordinanza regionale del luglio scorso. Il TAR Sicilia ha accolto infatti, nell'udienza del 20 novembre scorso, il ricorso promosso del comune di Messina, che chiedeva l'annullamento previa sospensione dell'efficacia dell'ordinanza regionale del 14 luglio 2015 relativamente al punto in cui si prevedeva un sensibile aumento del tributo speciale, cosiddetta ecotassa, per i comuni che non avessero raggiunto entro il 2015 il 35% di raccolta differenziata. “Siamo soddisfatti per la decisione assunta dal TAR - dichiara l'assessore all'ambiente Daniele Ialacqua, - in quanto l'attuazione dell'ordinanza regionale avrebbe comportato per il comune di Messina , e quindi per i cittadini , un esborso fino a 2 miliori di euro. La motivazione del ricorso, nasceva soprattutto dal fatto che, pur condividendo l'utilizzo della leva fiscale e quindi della politica degli incentivi e disincentivi al fine di incrementare la raccolta differenziata, tale provvedimento della Regione Sicilia scaricava solo sugli enti locali, e quindi sui cittadini, le responsabilità del contesto di emergenza ed incertezza che vive da anni la gestione dei rifiuti in Sicilia e che non ha messo i Comuni in condizione di programmare ed attuare politiche d'incremento della raccolta differenziata Basti pensare ai ritardi accumulati nell'attuazione della riforma regionale dei rifiuti del 2010, la mancata approvazione del piano rifiuti regionale, la mancata realizzazione degli impianti, i ritardi nei finanziamenti per la raccolta differenziata”. A finire nel mirino del Comune di Messina e dunque del Tar è l’art 8 dell’ordinanza, dove al comma 3 si legge che «l’amministrazione regionale applicherà ai soggetti conferitori di rifiuti in discarica che, entro l’anno 2015, non raggiungeranno un livello di raccolta differenziata almeno pari al 36%, il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti». Ciò significa che praticamente a metà anno la Regione dice ai Comuni siciliani che andranno incontro ad un tributo speciale in base alla quantità di spazzatura che portano in discarica. Quindi più si differenzia, guardando al famoso obiettivo del 65% di differenziata entro il 2015, meno sarà cara questa sorta di ecotassa. In una tabella ci sono le varie fasce che stabiliscono quanto si pagherà per ogni kg di immondizia portata in discarica: Messina, con il suo 10% di differenziata, si piazza al gradino più basso e dunque potrebbe ritrovarsi a dover sborsare 0,01 euro al kg per gli inerti e 0,02582 euro al kg per rifiuti pericolosi e non pericolosi perché ha una percentuale inferiore al 15%. Il Tar ha ritenuto che ciò avrebbe creato «grave ed irreparabile atteso che al Comune di Messina, già in una situazione di pre-dissesto finanziario, stante il modesto livello di raccolta differenziata allo stato attuato, con inevitabile aumento dell’esposizione finanziaria» e dunque ha sospeso gli effetti dell’ordinanza limitatamente alla parte che riguarda l’ecotassa. Una sentenza che potrebbe allargarsi per tutti i Comuni siciliani e che eviterà intanto a Messina di ritrovarsi a dover sborsare ulteriori somme.

mercoledì 18 novembre 2015

Mazara, raccolta rifiuti: operai privati scortati

MAZARA DEL VALLO. Raccolta di rifiuti sotto scorta delle forze dell'ordine. E' ripresa ieri mattina con gli operatori di società private scortati da polizia e carabinieri per evitare che alcuni operatori ecologici di Belice Ambiente, come è successo lunedì mattina, potessero interrompere il lavoro. La tensione in città non si allenta. Ieri mattina un nutrito gruppo di operatori di Belice Ambiente ha percorso alcune strade cittadine dirigendosi verso il comune, in via Carmine.
Dopo poco tempo, il gruppo, costituito da una trentina di operatori, si è spostato sul piazzale Giovan Battista Quinici, a ridosso del palazzo dei Cavalieri di Malta dove sono ubicati gli uffici tecnici ed amministrativi del comune. Una decina di loro, presenti anche alcune mogli, sono entrati e si sono diretti sul tetto del palazzo dove hanno sostato a lungo fino a quando non sono intervenuti i militari per dissuaderli ed invitarli a scendere alla presenza anche dei vigili del fuoco. Una giornata difficile come quella di lunedì. Obiettivo è il sindaco Nicola Cristaldi che non sta trascorrendo giornate serene.
http://trapani.gds.it/2015/11/18/mazara-raccolta-rifiuti-operai-privati-scortati_438270/

Gestione ordinaria spetta al commissario

“L’ordinanza della Regione del 14 luglio scorso e i decreti di nomina dei commissari degli Ato rifiuti, parlano chiaro, fra i compiti dei funzionari rientrano anche gli atti sulla gestione ordinaria. Riteniamo dunque incomprensibili le ulteriori precisazioni del commissario straordinario dell’Ato 5 sull’impossibilità ad intervenire sui fatti di Termini Imerese”. Lo ha dichiarato Dionisio Giordano segretario regionale Fit Cisl Ambiente, intervenendo ancora sulla vertenza dell’Ato 5, dopo che nei giorni scorsi il sindacato aveva definito illegittima l’ordinanza del comune di Termini sulla gestione diretta della raccolta rifiuti nel paese del palermitano, chiedendo un intervento del commissario straordinario.

“Appare chiaro dagli atti, ordinanze e decreti di nomina, che non è consentito all’ente locale di gestire il servizio di igiene ambientale direttamente.”, aggiunge Giordano, “A questo punto chiediamo che sia direttamente l’assessore regionale Energia e Rifiuti a confermare o smentire quelle che sono le competenze dei commissari nominati dal suo assessorato, fermo restando che i decreti di nomina chiariscono ampiamente quali sono le funzioni. Se oltre la politica”, conclude, “anche la burocrazia continua a giustificare decisioni e comportamenti illegittimi, in Sicilia non si metterà mai ordine al sistema rifiuti ancora di fatto da riformare e in preda a decisioni di singoli”.

http://palermo.blogsicilia.it/rifiuti-a-termini-cisl-gestione-ordinaria-spetta-a-commissario/316215/

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