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sabato 13 dicembre 2014

Assolti vertici Coinres ATO PA4

I vertici del Coinres, il consorzio che gestisce la raccolta dei rifiuti in 22 comuni del palermitano, sono stati assolti dal Tribunale di Termini Imerese perché il fatto non sussiste.Giovanni Granata, presidente del Coinres difeso dall’avvocato Salvatore Sansone, Riccardo Incagnone, vicepresidente del Coinres, difeso dall’avvocato Giuseppe Virga e Raffaele Loddo, presidente del consiglio di amministrazione, difeso dall’avvocato Fabio Ferrara erano finiti sotto processo per le assunzioni con contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato violando la normativa pubblicistica.I tre secondo l’accusa avrebbero procurato, intenzionalmente, ingiusto vantaggio economico ai beneficiati e infine Loddo e Incagnone avrebbero stipulato contratti di nolo a caldo e a freddo (con uomini e mezzi o con solo mezzi) per svolgere i servizi di raccolta e smaltimento rifiuti, sempre in violando le norme.Per i giudici del Tribunale di Termini Imerese presieduto da Paolo Pitarresi, a latere Claudia Camilleri e Alessia Lupo, le contestazioni mosse agli imputati sono prive di fondamento. Il pm aveva chiesto un anno e 10 mesi per Granata e un anno e due mesi per Loddo e Incagnone. Tra novanta giorni saranno pubblicate le motivazioni.
http://palermo.blogsicilia.it/sotto-processo-per-assunzioni-assolti-vertici-del-coinres/280683/

venerdì 12 dicembre 2014

Castelvetrano, importante approvazione del Piano d'intervento per la gestione dell'ARO rifiuti

http://castelvetranonews.it/notizie/?r=7Ok

Emergenza rifiuti in Sicilia, Crocetta: si va verso il commissariamento

Il sottosegretario Delrio ha assicurato il confronto immediato con il ministero dell'Ambiente per valutare la possibilità di disporre i provvedimenti legislativi necessari
PALERMO. Il presidente Crocetta, l'assessore all'Energia Contrafatto, il direttore generale Armenio, si sono incontrati oggi a Roma con il sottosegretario Delrio. Tra i temi all'ordine del giorno, la questione dei  rifiuti e dell'emergenza discariche, i nuovi progetti di impresa nelle aree di crisi di Termini Imerese e  Gela, la situazione dei conti della Regione.Relativamente all'emergenza discariche il governo ha rappresentato al sottosegretario Delrio la grave situazione che si e' prodotta sul territorio siciliano per effetto della chiusura, durata alcuni giorni, della discarica Oikos di Motta Santa Anastasia e per il provvedimento di fermo dell'autorità giudiziaria di Mazzarrá Sant'Andrea, che ha sottratto ben 1200 tonnellate quanto a capacità di conferimento e danni a cascata, per effetto dei mancati conferimenti, dei comuni che ne usufruivano, portando alla chiusura della discarica di Siculiana per il raggiungimento della capacità. La proposta del governo regionale e' quella di avere un periodo di commissariamento che possa consentire di predisporre interventi immediati atti a portare la capacitá di conferimento a quella prevista dal piano regionale dei rifiuti.Il sottosegretario Delrio ha assicurato il confronto immediato con il ministero dell'Ambiente per valutare la possibilità di disporre i provvedimenti legislativi necessari. I nuovi interventi per le aree di Gela e Termini riguardano invece due richieste presentate da una società interessata a produrre bio-energia e bio-carburante nell'area di Gela e dei macchinari necessari per la relativa lavorazione a Termini.Ciò consentirebbe l'occupazione di 200 persone a Termini e di circa 550 a Gela, favorendone la riconversione nel campo della green economy. Al fine di accelerare la realizzazione di tali investimenti, entro un mese verrà predisposto un accordo di programma per arrivare al piano definitivo entro febbraio/marzo.Per quanto riguarda i conti della Regione, Delrio subito dopo l'approvazione della legge di stabilità nazionale, avvierà un tavolo congiunto intersettoriale tra Regione e governo nazionale sul risanamento finanziario della Regione siciliana.
http://gds.it/2014/12/11/rifiuti-sicilia-verso-il-commissariamento_277769/

domenica 30 novembre 2014

7 discariche per sostituire Siculiana. L'ordinanza anti-Emergenza rifiuti

La decisione di Crocetta: l'immondizia che fino a ieri veniva portata nella struttura del Gruppo Catanzaro andrà a Gela, Palermo, Trapani, Misterbianco, Lentini, Castellana e Sciacca. Si comincia domani. Ma scattano le prime interruzioni della raccolta. La nota del presidente: "Chiederò lo stato di emergenza".

PALERMO – L'ordinanza è stata firmata pochi minuti fa dal presidente della Regione Rosario Crocetta. Dispone il trasferimento a Gela, Bellolampo, Trapani, Sciacca, Castellana Sicula, Lentini e Misterbianco dei rifiuti che fino a ieri sono stati portati nella discarica di Siculiana: prende forma così il piano della Regione per fare fronte al rischio emergenza rifiuti in 83 comuni delle province di Agrigento, Caltanissetta, Trapani e Palermo nato dall'annuncio, arrivato sabato scorso, del riempimento della discarica gestita dal gruppo Catanzaro. Già stamattina si sono verificate le prime interruzioni dei servizi.A rischio c'era la raccolta rifiuti in 83 comuni. Si tratta diversi centri dell'Agrigentino, fra i quali il capoluogo, e di numerosi paesi nelle province di Trapani, Palermo e Caltanissetta, compresa la stessa città di Caltanissetta. Dopo la chiusura temporanea di altri impianti della Sicilia occidentale, infatti, molti comuni erano confluiti sulla struttura di Siculiana e nell'impianto gemello di Montallegro, dove sono già partiti i lavori che dovrebbero portare all'inizio dell'anno prossimo al ritorno alla normalità. Lavori di ampliamento che venerdì scorso i tecnici del Libero consorzio di Agrigento e dell'Arpa hanno definito “in fase avanzata”.Fino ad allora, si procederà con la “distribuzione”. A essere interessate sono la discarica Rap di Bellolampo, quella gestita dalla Oikos a Misterbianco, quella della Trapani Servizi nella città del sale, l'impianto controllato dalla Sogeir a Sciacca, quello della Ambiente Cl2 a Gela, la struttura gestita dalla Sicula Trasporti a Lentini e quella della Alte Madonie Ambiente a Castellana Sicula. Lentini e Misterbianco, come anticipato nei giorni scorsi da LiveSicilia, riceveranno anche i rifiuti della Sicilia orientale, messi in difficoltà dal sequestro della discarica di Mazzarrà Sant'Andrea. “La decisione – annuncia il direttore del dipartimento Rifiuti Domenico Armenio – sarà in vigore da domani e dovrebbe permettere di limitare i disservizi nella raccolta”. Anche se alla Regione non escludono brevi interruzioni del servizio. Che si sono già manifestate: a Carini, in provincia di Palermo, ad esempio, il sindaco Giuseppe Agrusa ha vietato a tutti i residenti di conferire la spazzatura nei cassonetti. Da domani, però, il problema dovrebbe essere risolto. O almeno dovrebbe iniziare a risolversi. In attesa che Siculiana riapra.LA NOTA DI CROCETTA" Con un'ordinanza predisposta dal direttore generale Acqua e rifiuti, ing. Armenio, il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha disposto il piano straordinario di emergenza rifiuti dopo i provvedimenti che hanno interessato la discarica Oikos di Motta Santa Anastasia  e Tirreno Ambiente di Mazzarà  e la chiusura della Catanzaro di Siculiana. Il piano prevede l'utilizzo per 30 giorni di  tutte le discariche disponibili attualmente in Sicilia, conferendo quantitativi sopportabili. 'Si tratta di un vero piano di solidarietà – dice Crocetta -  attraverso il quale si vuole evitare un disastro ambientale nelle città siciliane. Nei prossimi giorni il governo regionale intende approntare un piano più dettagliato per un uso ottimale di tutte le discariche e l'eventuale messa in esercizio di discariche già esistenti che potrebbero essere riavviate con piccoli interventi'. Il presidente della Regione è intenzionato a chiedere la dichiarazione di stato di emergenza alla presidenza del Consiglio per potere compiere in modo veloce tutti gli atti necessari alla realizzazione di un piano di investimenti che riorganizzi l'intero settore. Per il presidente "è indispensabile accelerare l'incremento della differenziata e l'apertura di discariche pubbliche in alternativa a quelle private". In particolare  viene sottolineato il fatto che tutta la provincia di Catania, Messina e la parte orientale della provincia di Palermo, per anni sono dipese in modo prevalente da due sole discariche, Oikos e Tirreno Ambiente, entrambe private. I provvedimenti della magistratura hanno posto drasticamente questioni temporanee al possibile utilizzo delle medesime.
LA NOTA DI ORLANDO"A causa della gravissima emergenza rifiuti nell'area metropolitana - dice in una nota il sindaco di Palermo e presidente Anci Sicilia, Leoluca Orlando - con il Presidente della Azienda Comunale Rap ho offerto la disponibilità per il conferimento dei rifiuti dei Comuni a Bellolampo, discarica pubblica messa in regola in questi ultimi due anni con risorse nazionali ottenute e rese disponibili dal Comune di Palermo. E' entrato in crisi l'assurdo e costosissimo conferimento in discariche private, che il Comune di Palermo e l'Anci Sicilia hanno sempre e con forza denunciato. E'evidentemente necessario adesso effettuare ogni accertamento e monitoraggio tecnico, ma è anche necessario che la Regione si doti (unica regione italiana ancora priva di tale strumento previsto dalle norme europee e nazionali) di un Piano regionale dei rifiuti e realizzi finalmente un piano di impiantistica pubblica che sottragga la Sicilia a speculazioni di ogni genere e a gravi condizioni igienico-sanitarie. E' ora di finirla con insopportabili sprechi, utili soltanto a perpetuare disservizi e arricchimenti indebiti".
http://m.livesicilia.it/2014/11/28/sette-discariche-per-sostituire-siculiana-ecco-lordinanza-anti-emergenza-rifiuti_570496/

venerdì 21 novembre 2014

Pignoramento da 32 milioni di euro ATO PA1

Atto di pignoramento da 32 milioni di euro il cui decreto è stato notificato dal Tribunale a dodici enti locali. A vantare questo credito l’ex Amia nei confronti dei comuni soci dell’Ato Rifiuti Palermo 1. Il pagamento viene intimato entro 10 giorni dalla notifica.Una vera e propria tegola sia per i comuni che saranno costretti a bloccare i versamenti all’Ato, sia per la società in liquidazione che ha già convocato un’assemblea urgente dei sindaci.E’ quindi indispensabile pianificare interventi oltre che per risolvere il problema del pignoramento, anche per non interrompere la raccolta dei rifiuti nei comuni coinvolti, ma è chiaro che senza fondi il servizio di raccolta verrà inevitabilmente interrotto rischiando l’ennesima emergenza igenico-sanitaria.
http://www.teleoccidente.it/atto-di-pignoramento-da-32-milioni-di-euro-dallex-amia/

giovedì 13 novembre 2014

Marino contro Crocetta

«Rifiuti, la volta che fui convocato

da Lumia e Confindustria Sicilia»

L’ex assessore Marino: «Crocetta piegato agli industriali col placet di parte del Pd. Calleri e Lo Bello inadeguati»CATANIA - Torna, dopo essere stato messo alla porta. E frantuma la finestra di Palazzo d’Orléans. In mille pezzi. «Crocetta è condizionato dall’ingerenza di esponenti di Confindustria che continuano a garantirsi delle situazioni di vantaggio con il mero biglietto da visita dell’antimafia, privo di sostanza, e con il placet di parti della maggioranza e del Pd». Nicolò Marino, ex assessore ai Rifiuti “dimissionato” dal governatore, interviene duramente sul sistema delle discariche in Sicilia. Con accuse vecchie e nuovi retroscena. E con una tesi di fondo: «Il sistema dei rifiuti in Sicilia è sempre in mano alle stesse persone». La durezza dello scontro tra Marino e il governatore ha più volte toccato livelli altissimi. E qual è ora la nuova miccia? Il magistrato catanese torna alla carica dopo le dichiarazioni di Rosario Crocetta in un’intervista pubblicata sabato dal nostro giornale: «Aveva il chiodo fisso di Catanzaro (il vicepresidente di Confindustria Sicilia, imprenditore nel settore delle discariche, ndr) e non ha mai parlato del vero rapporto fra mafia e rifiuti che c’era altrove», ha affermato il presidente della Regione. Attribuendo a Marino «errori gravi di valutazione» in una sorta di continuità, in materia di rifiuti, con le scelte di Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo. Dalla difesa all’attacco, l’attuale presidente di una sezione del Tribunale penale di Roma si sciacqua la bocca: «Non mi sento accomunato a nessuno e rispetto la storia umana di Cuffaro e Lombardo, pur non condividendo ovviamente le scelte che li hanno portati alla loro situazione giudiziaria. Non capisco perché Crocetta cerchi sempre lo scontro con me. È una persona superficiale, ma non stupida: conosce perfettamente quello che io ho fatto».   La tesi di Crocetta è: sui rifiuti Marino guardava il dito, Catanzaro, e non la luna, ovvero Motta e Mazzarrà. È questo il motivo del vostro scontro?Il vero problema fra me e Crocetta era che nel mio operato, pur realizzando il programma di governo, io ho sempre tenuto davanti agli occhi le regole: quelle comunitarie - vedi i casi dell’eolico e del servizio idrico integrato - e quelle nazionali e regionali. Crocetta invece ha impostato il suo mandato come un monarca che non ha bisogno di rispettare gli ordinamenti comunitari e nazionali, facendo coincidere il suo dire con l’ordinamento in Sicilia. Crocetta voleva una testa di legno e non un assessore pensante, per riempire il gabinetto con persone di sua fiducia e gestire lui l’assessorato. Un modello che è riuscito a imporre alla Formazione con la Scilabra e soprattutto all’Ambiente con la Lo Bello. Ed è in quest’ultimo settore che ci sono i problemi sulle discariche, tant’è che tolgo l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale, ndr) da quell’assessorato e la porto all’Energia».   Per quale motivo?«Effettuato un controllo sulle discariche private mi rendo conto che erano stati autorizzati, senza che ne avessero diritto, almeno 3 milioni di metri cubi a Catanzaro e 2,6 milioni a Oikos. E inoltre era legge già dal 2003 prevedere un biostabilizzatore. I lavori della commissione speciale che ho voluto io evidenziano proprio questo, tant’è che apriamo i procedimenti amministrativi per la revoca di Oikos e per la rivisitazione di Catanzaro. Il direttore generale Gullo, mantenuto in carica sia da Crocetta sia dalla Lo Bello nonostante le mie durissime segnalazioni, scrive però in conferenza di servizi che la procedura è regolare. Dopo due giorni arrivano gli arresti di Proto e degli altri legati alla discarica di Motta. E a questo punto Gullo riscrive a Lupo, rimasto dirigente generale del mio assessorato dopo che io ero andato via, per dirgli: aspetta, rivediamo la procedura».   Ma il presidente Crocetta era a conoscenza di tutto ciò?«Io segnalo tutto a Crocetta, ma lui non fa nulla. Oltre allo stop alle autorizzazioni doveva esserci risarcimento alla Regione sia dai dirigenti che hanno sbagliato, sia dai privati che ne hanno beneficiato, in violazione di legge. Crocetta ha sempre saputo tutto. E continua a lasciare Gullo allo stesso posto».   Però la posizione dell’azienda di Catanzaro risulta regolare.«Io imposi con una serie di circolari la messa in regola delle discariche private. Catanzaro, che è il più furbo di tutti, presentò il piano richiesto. Ma nessuno esercita l’azione di risarcimento nei suoi confronti: sono milioni e milioni di euro. Io intervenni anche sulle tariffe imposte ai comuni, oltre che sulle stazioni di trasferenza. Un sindaco del Palermitano si lamentò sull’ubicazione scelta da Catanzaro. E sa qual è la cosa bella? Lumia mi mandò sia Catanzaro, sia il sindaco che si lamentava... ».   Però sembra che la sua sia una guerra personale contro Catanzaro.«Io mi scontro con lui perché è il primo ad attaccare il governo regionale duramente su un atto necessario, voluto da Crocetta, da me e da tutti gli altri per scongiurare l’emergenza rifiuti ripristinare la legalità sul ciclo integrato dei rifiuti, a partire da Bellolampo. Siamo stati noi a impedire che Palermo diventasse Napoli... ».   Ma Crocetta perché l’ha cacciata?«Non tollerava la mia autonomia né la fiducia che riscontravo fra tutti i soggetti del settore, sindacati compresi. Il nostro progetto era ben preciso: non nuovi impianti di pirolisi, ma con centri di compostaggio per ciascuna Srr e implementando le società di riciclo. Poi facciamo le tre gare per le piattaforme pubbliche di Gela, Enna e Messina. Quest’ultima perché sapevamo cosa stava succedendo a Mazzarrà. Anche Crocetta lo sapeva, ma non gli interessava. Con le gare scoppia un macello, perché i privati capiscono che le con le strutture pubbliche avrebbero avuto concorrenza. Sull’ipotesi di stop all’impianto di Gela, nel dicembre 2013, l’altro scontro con il dirigente Gullo. Ci riuniamo a Palazzo d’Orléans, ci sono anche la Lo Bello e il mio direttore Lupo. E lì Crocetta ha il barbaro coraggio di dire che Gullo era stato tratto in inganno da un suo funzionario. In quell’occasione ho lo anche scontro più duro con la Lo Bello, che ritengo persona assolutamente inadeguata. E infatti è finita alla Formazione al posto della Scilabra... ».   Su Mazzarrà lei ha chiuso un occhio, secondo la tesi di Crocetta.«Nelle ordinanze delle Procure di Palermo e di Barcellona Pozzo di Gotto emerge con chiarezza il lavoro fatto da me e dalla commissione che ho voluto, presieduta dal mio vicecapo di gabinetto Buceti. E potete escludere che il signor Calleri, che mi è succeduto e che non ho mai avuto il piacere di conoscere, inadeguato anche più della Lo Bello, sia stato messo lì da Crocetta per avere un simulacro e continuare a gestire tutto? E poi ripeto: Crocetta non vuole essere offuscato da nessuno, vuole sempre fare la primadonna. E la mia presenza lo offuscava».   Lei continua a parlare di ingerenze di Confindustria. Ma quali sono le prove?«Il direttore Lupo, che da quando vado via io non si sente più garantito anche perché aveva visto quello che stava succedendo con Calleri, doveva essere sostituito dal direttore del Genio civile di Palermo, Munafò, persona perbenissimo. E invece viene scelto un direttore dell’area agrigentina, Armenio. Ad Agrigento vi è Catanzaro, ma anche un’importante autorità nel settore, che è il presidente della commissione Ambiente del Senato. Sarà pure un caso, ma quando Catanzaro scrive, lo fa al presidente della commissione Ambiente del Senato, che a quanto ho capito è in sintonia politica con lui».   Ma questa coincidenza geografica è piuttosto debole rispetto alla durezza dei suoi attacchi a Catanzaro.«Catanzaro è la punta dell’iceberg che cercava di impedire, sotto il profilo giuridico, che la Regione si dotasse di strumenti normativi che le consentissero di fare piattaforme pubbliche. Ma è lui assieme a Montante... ».   Che c’entra Montante?

 

«Le racconto un aneddoto. Sul “Fatto Quotidiano” escono alcuni articoli. Uno molto critico sul procuratore Lari quando dice che Montante è il simbolo della legalità. Io critico Lari, ricordandogli anche che lui aveva tessuto le lodi di Alfano, ministro che propose leggi poi dichiarate incostituzionali, e richiamandolo al suo dovere. Non dimenticate che io e Lari eravamo a Caltanissetta assieme e che entrambi sappiamo chi è Montante. Poi quando convertono in legge il ddl sull’emergenza rifiuti, mettono la mia nota contro Catanzaro. E a quel punto mi chiama Lumia, pochi giorni dopo la pubblicazione di quell’articolo sul “Fatto”. Era un lunedì e mi chiede se potevamo vederci a Palermo. Io gli rispondo che ci sarei stato l’indomani e che ero a Catania. “No. Io, Antonello e Ivan ti dobbiamo parlare con urgenza”, mi disse. Alle nove di sera ci siamo visti all’hotel Excelsior di Catania. L’esordio del signor Montante è che egli mi ritiene il regista degli articoli del “Fatto Quotidiano” e aggiunge l’espressione: “Se dobbiamo fare la guerra a colpi di dossier, tu me lo devi dire. E la devi smettere di sguinzagliare Buceti (vicequestore in aspettativa per entrare nel gabinetto di Marino, ora tornato alla Dia, ndr) per raccogliere elementi a mio carico”».   E lei cosa rispose?«Primo: non ti permetto di utilizzare questo tono. Secondo: ti conosco talmente bene che non ho bisogno di sguinzagliare nessuno. Quella fu una discussione durissima. Se vogliono, Montante, Lumia e Lo Bello smentiscano questa circostanza».   Gli altri presenti cosa fecero?«Quando si aprì lo scontro fra me e Montante, Lo Bello rimase in silenzio e Lumia a un certo punto tentò di mediare perché forse capì che Montante aveva esagerato».   Lei raccontò a Crocetta l’accaduto?«Il giorno dopo vado a Tusa e informo Crocetta, in presenza dello stesso Buceti, dell’episodio. Dicendo che nessuno si doveva assolutamente permettere di provare a condizionare l’operato dell’assessorato. Crocetta, a pranzo, per tutta risposta... cambia discorso. È l’inizio della fine. È chiaro che lui ha il problema di qualcuno di Confindustria che gli ha chiesto la mia testa. Non può dire di no perché Confindustria ha supportato le sue campagne elettorali a Gela, a Bruxelles e alla Regione».   Che giudizio dà sul nuovo assessore al Territorio e ambiente, Maurizio Croce?«Un fuoriclasse, una delle scelte più azzeccate per la sua competenza in materia. E non potrà consentire un uomo inadeguato come direttore generale».  
http://www.lasicilia.it/articolo/rifiuti-ecco-chi-sono-i-padroni-sicilia-l-atto-d-accusa-dell-ex-assessore-marino-0

martedì 11 novembre 2014

Tari 2014: garage, autorimesse, box, cantine e soffitte. Niente si salva dalla tassa sui rifiuti: lo dice la Cassazione

Tari 2014, mentre i Comuni sono pronti a mettere le mani nelle tasche dei loro cittadini con la nuova tassa sui rifiuti, arriva la Cassazione a estendere ulteriormente la portata del tributo. Non solo case e negozi, infatti, saranno soggetti alla Tari, ma anche garage, autorimesse, box, cantine e soffitte.
Tari 2014, l’odissea è appena iniziata? Sembrerebbe proprio di sì: grazie all’ampiezza semantica del tributo istituito con la legge di Stabilità del 2013, estesa a qualsiasi tipo di immobile potenzialmente in grado di produrre rifiuti, i Comuni potranno scatenarsi in una furia impositiva praticamente senza precedenti. Infatti, anche garage, autorimesse, box, cantine e soffitte sono soggette alla Tari: lo ha stabilito la Corte di Cassazione, attraverso l’ordinanda 19469 del 15 settembre scorso.

La portata della Tari: dagli immobili vuoti in poi

Che qualcosa di ambiguo si celasse dietro la formulazione delle Tari noi lo raccontiamo già da tempo, fin dalla nota querelle sulla possibilità chedovesse essere pagata anche per le case vuote (dove per vuote si intende anche prive di mobili e di allacci alle utenze domestiche necessarie per la sopravvivenza). Tutta colpa dell’articolo 14 del dl 201/2011, il quale ha stabilito chedevono essere tassati tutti gli immobili “suscettibili” di produrre rifiuti urbani. Una dicitura piuttosto ampia, e presa molto sul serio dai giudici di Piazza Cavour, che hanno deciso di porre a carico dei possessori di garage e affini la “presunzione” di produzione di rifiuti, senza considerare l’impossibilità di alcuni tipi di locali nel produrli, per loro natura o per l’uso a cui sono destinati.

La Cassazione dà una mano ai Comuni

Ciò che è certo, è che i giudici hanno trovato modo di dare una generosa mano ai Comuni (ma un po’ meno ai contribuenti italiani): le casse degli enti locali languono, e dopo l’ulteriore stretta ai trasferimenti statali prevista nella legge di Stabilità le cose non prevedono di migliorare a breve. Una pronuncia che ribalta precedenti decisioni in merito (si veda, ad esempio, quella della commissione tributaria regionale della Sicilia, sezione staccata di Catania, che nel 2011 con la sentenza n. 483 sostenne che non fosse plausibile la produzione di rifiuti da parte dei garage).Di certo, per ora, è che la decisione della Cassazione rischia di tramutarsi nell’ennesima stangata a carico degli italiani.
http://www.forexinfo.it/Tari-2014-garage-autorimesse-box

lunedì 10 novembre 2014

Messina: Emergenza Rifiuti. Piano straordinario del Comune

“La chiusura anticipata della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, a seguito del sequestro preventivo disposto dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, apre una fase emergenziale nuova e difficile”: inizia così il documento inviato dall’assessore all’Ambiente, Daniele Ialacqua, a Messinambiente spa, all’ATO3, alla SRR ed al dipartimento Ambiente, al fine di proporre un’accelerazione nei progetti e negli interventi già previsti ed in parte già avviati, per ottimizzare il ciclo dei rifiuti ed attuare azioni di riduzione, riuso, riciclaggio dei rifiuti in attesa che si perfezionino a livello regionale i percorsi amministrativi relativi al progetto “porta a porta” ed alla piattaforma di Pace, che consentiranno di chiudere all’interno del territorio comunale i servizi di raccolta e trattamento dei rifiuti prodotti. “Nel ricordare che l’Amministrazione comunale ha sposato la ”Strategia rifiuti Zero”, condivisa anche dal Consiglio comunale con la deliberazione del 20 dicembre 2013, – sottolinea l’assessore Ialacqua – si ritiene necessario avviare da subito un Piano straordinario di riduzione, riuso e raccolta differenziata spinta dei rifiuti”. I dieci punti chiave individuati, da attuare ciascuno secondo competenza, sono il rilancio della campagna d’informazione per attivare comportamenti virtuosi che puntino alla riduzione, al riuso ed al riciclaggio dei rifiuti e rendere operativo l’Osservatorio/Consulta comunale Rifiuti Zero; il potenziamento dell’efficienza della raccolta differenziata sia tramite i cassonetti filo strada che tramite le isole ecologiche; l’attuazione in via preliminare dei progetti di raccolta differenziata porta a porta domestica in alcuni quartieri così come già concordato (Torre Faro, Ganzirri, S. Lucia sopra Contesse, ecc…), ed il potenziamento del “porta a porta” commerciale; l’attuazione di interventi di riduzione dei rifiuti così come proposti dalla Rete Rifiuti Zero; la dislocazione sul territorio dei cosiddetti “Minicam”, in dotazione all’ATO3, moltiplicando così la presenza di micro-isole ecologiche anche in villaggi lontani dalle isole ecologiche esistenti; favorire il diffondersi di pratiche di compostaggio individuale e collettivo e potenziare la raccolta differenziata, già avviata,  degli sfalci d’erba e dei materiali da potatura da destinare ad appositi impianti; l’attivazione con procedure d’urgenza dell’impianto di valorizzazione della frazione secca dei rifiuti ubicato a Pace e recentemente collaudato; l’individuazione sul territorio comunale di siti rispondenti ai termini di legge per allestire impianti di compostaggio, intercettando finanziamenti regionali specifici; il perfezionamento della progettazione del “revamping” del digestore dell’impianto di depurazione di Mili al fine del trattamento della componente umida dei rifiuti e l’accertamento della possibilità/utilità di coinvolgere sperimentalmente, per periodi determinati, operatori privati per  specifiche componenti di rifiuti ed in determinate aree cittadine. “In tempi brevi – conclude Ialacqua – sarà convocato un incontro, al fine di varare il Piano straordinario di riduzione, riuso e raccolta differenziata spinta dei rifiuti, integrandolo con le proposte e le iniziative che saranno avanzate”.
http://www.cmnews.it/notizie/sicilia/messina/107219-messina-emergenza-rifiuti-piano-straordinario-comune/

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Pirolisi

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Trattamento meccanico biologico (MTB)

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Dissociazione molecolare dei Rifiuti

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Discarica

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ora si che è ben confinato!

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